Il cantiere sul corso può andare avanti

25 Giugno 2016

I reperti romani e quelli ottocenteschi saranno tutelati deviando i sottoservizi e poi ricoperti

TERAMO. C'è una soluzione per proteggere i reperti affiorati dal sottosuolo di corso San Giorgio senza bloccare l'intervento per la nuova pavimentazione. A individuarla è stato il tavolo tecnico riunito ieri mattina e al quale hanno partecipato il sindaco Maurizio Brucchi, l'assessore ai lavori pubblici Franco Fracassa e i rappresentanti delle Sovrintendenze regionali ai beni archeologici e architettonici Glauco Angeletti e Roberto Orsatti. Da valutare era il trattamento di due tipi di reperti: quelli del portico ottocentesco emersi sul lato destro a salire verso piazza Garibaldi e quelli di una condotta idrica romana individuati dalla parte opposta. In entrambi i casi saranno necessarie correzioni al progetto relative al passaggio nel sottosuolo dei cosiddetti "sottoservizi". «I resti di epoca romana saranno tutelati deviando il percorso delle tubature», spiega Brucchi, «servirà qualche altro giorno per catalogarli, ma i lavori andranno avanti». Non sono previste opere per rendere visibili i reperti che dunque, ultimate le classificazioni da parte degli archeologi, saranno ricoperti. Una procedura simile verrà adottata per il basamento del portico ottocentesco. «Ne sarà conservata la parte più vicina ai muri degli edifici», sottolinea Fracassa, «avvicinando alla condotta fognaria il tubo delle acque bianche che passa in quel punto». Anche in questo caso, però, i reperti saranno "tombati".

Comune e Sovrintendenze devono mettere nero su bianco i dettagli dell'operazione che comunque dovrebbe essere risolta a stretto giro. «Abbiamo riscontrato grande disponibilità da parte di Angeletti e Orsatti», spiega l'assessore, «spero che all'inizio della prossima settimana avremo il via libera per riprendere l'intervento a pieno ritmo». Fracassa pensa anche ai commercianti della zona. «Con la prosecuzione delle opere in base all'accordo con le Sovrintendenze», tiene a precisare, «potremo anche lasciare più spazio davanti all'ingresso dei negozi». Brucchi tira un sospiro di sollievo. «Abbiamo trovato una soluzione che rispetta la storia della città», osserva, «e consente di portare avanti un'opera importante in pieno centro».

Il cantiere nei prossimi giorni si trasferirà comunque in largo San Matteo per saggi e verifiche propedeutici al rifacimento del massetto su cui poggerà la nuova pavimentazione. Imminente è anche lo smantellamento dell'edicola vicina all'ingresso dell'ex provveditorato. L'ipotesi iniziale era di trasferirla nell'androne del palazzo di proprietà della Provincia e che ospita l'Arca, il laboratorio di arte contemporanea. Questa soluzione però è stata accantonata per problemi tecnici e l'edicolante ha deciso di chiudere l'attività incassando un indennizzo in via di quantificazione da parte degli uffici comunali.

Gennaro Della Monica

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