Il Carnevale non c’è, Comune sotto accusa

Per le opposizioni i fondi si potevano trovare. Di Pasquale (Pd): «Tagliate qualche assessore inutile»
TERAMO. Il Carnevale che non c’è attira strali sull’amministrazione comunale. A scagliarli è l’opposizione che attribuisce all’incapacità di sindaco e assessori l'assenza di eventi in piazza Martiri sia domenica che oggi. Per Fabio Berardini, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Comune, questa è la conseguenza degli errori commessi nell’organizzazione del concerto di Capodanno con Marina Rei.
Il consigliere di fatto dà della bugiarda all’assessore alla cultura Francesca Lucantoni, secondo cui per la festa di Carnevale non c’erano fondi disponibili. «Se l’amministrazione avesse voluto, avrebbe potuto risparmiare qualcosina della somma incassata dalle sponsorizzazioni per il Capodanno», osserva, «sarebbero bastate poche migliaia di euro almeno per replicare l’iniziativa dell’anno scorso». Non è vero, a detta del consigliere di opposizione, che le somme stanziate per l’evento con Marina Rei erano finalizzate solo a quello scopo, come ha sostenuto l’assessore. «Il Bim ha concesso un finanziamento, peraltro dovuto per statuto, di novemila euro per iniziative istituzionali o manutenzione straordinaria e non finalizzato al solo Capodanno», precisa il capogruppo grillino, «inoltre l’articolo 12 del regolamento comunale sulle sponsorizzazioni afferma che è possibile l’utilizzo dei risparmi di spesa, fino al 35% dei contributi versati, per altre manifestazioni istituzionali, come a esempio il Carnevale».
Secondo Manola Di Pasquale (Pd), che interviene piùin generale anche sulla carenza di fondi, il Comune potrebbe facilemente recuperare 150mila euro l’anno ridimensionando la giunta. «Da subito la città può fare a meno dell’inesistente assessore alla cultura, dell’ininfluente assessore al commercio e dell’inadeguato assessore all’istruzione», afferma, «e poi visto che non ci sono fondi per le opere pubbliche e per le manutenzioni, tanto che il settore è stato unificato sotto un’unica dirigenza, si possono ridurre anche i tre assessori ad uno: decida il sindaco quale si vuole tenere tra Di Stefano, Di Giovangiacomo e Cozzi». Così, secondo la consigliera del Pd, il Comune avrebbe più soldi in cassa e «forse non si deve aumentare la mensa delle scuole, forse possiamo assistere qualche disabile in più e forse possiamo offrire uno spettacolo di marionette ai nostri bambini».
L'assenza anche di un semplice «sforzo di fantasia» da parte dell'amministrazione è sottolineato da Alessia Cognitti, segretaria del circolo di Teramo centro del Pd. «Ma quanto costa far sorridere un bambino a Carnevale? Davvero non possiamo più permettercelo?», domanda. «Quanto sarebbe costato invitare artisti di strada e organizzare con le scuole comunali niziative per coinvolgere genitori e bimbi?». Gennaro Della Monica
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