Il caso dell’invalido Nugnes: «Mai stato dipendente dell’ente»

ROSETO. «Camillo Di Marco non era un dipendente comunale ma veniva chiamato, per le riprese del consiglio, da ditte private a cui era affidato il servizio». Risponde così il sindaco Mario Nugnes...
ROSETO. «Camillo Di Marco non era un dipendente comunale ma veniva chiamato, per le riprese del consiglio, da ditte private a cui era affidato il servizio». Risponde così il sindaco Mario Nugnes alla lettera aperta di Camillo Di Marco, invalido al 100 per cento, che ha accusato il primo cittadino di averlo rimosso dall’incarico a favore dei suoi collaboratori. Nugnes, come spiega nella nota, insieme alla sua maggioranza, ha scelto di reinternalizzare i servizi di ripresa e diffusione evitando il ricorso a ditte esterne. «Proprio grazie agli investimenti in materia di tecnologia fatti dalla passata amministrazione, a cui il Di Marco fa riferimento», spiega, «oggi la gestione del servizio streaming dei consigli comunali si è semplificata al punto che può essere svolta dalle risorse interne in forza all’ente, senza far ricorso a ditte private. Quello che è strano, al contrario, è che nonostante il cospicuo investimento della passata amministrazione, per mesi e mesi sia stata reiterata una collaborazione esterna che ha comportato una spesa non necessaria per le finanze pubbliche».
Nugnes precisa che la decisione non ha nulla di personale nei confronti né di Di Marco né della società esterna: «Sono a disposizione per incontrare tutti e quindi anche per fornire ulteriori chiarimenti direttamente Di Marco al quale vanno comunque i miei migliori saluti ed auguri». Il sindaco sta procedendo alla verifica sulla presunta esistenza di crediti verso l’ente da parte di Di Marco evidenziata dalla consigliera Teresa Ginoble. «Dai controlli», conclude Nugnes, «è emerso che le ditte incaricate a eseguire le riprese delle sedute consiliari in questi anni sono state tutte regolarmente pagate, e qualora il signor Di Marco vantasse effettivamente dei crediti, questi non sarebbe verso l’ente ma, semmai, nei confronti delle ditte incaricate dalla precedente amministrazione».(l.v.)
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