Il caso di Giulia, la mamma a processo per diffamazione

5 Febbraio 2020

TORTORETO. «Io e mia moglie non abbiamo mai avuto piacere che Giulia frequentasse la cugina perché pensavamo che avesse una cattiva influenza su di lei». Luciano Di Sabatino parla come teste nel...

TORTORETO. «Io e mia moglie non abbiamo mai avuto piacere che Giulia frequentasse la cugina perché pensavamo che avesse una cattiva influenza su di lei». Luciano Di Sabatino parla come teste nel processo in cui sua moglie Meri è imputata di diffamazione nei confronti della nipote. Luciano e Meri sono i genitori di Giulia, la 19enne di Tortoreto precipitata da un cavalcavia cinque anni fa: per la Procura un suicidio, per i familiari un omicidio.
E proprio nei giorni in cui la Procura ha respinto la richiesta di riapertura delle indagini dopo l’archiviazione, il caso, anche se indirettamente, torna in un’aula di tribunale. Ieri mattina, davanti al giudice onorario Carla Fazzini si è svolta la nuova udienza del processo con l’audizione di svariati testi tra cui la parte offesa (che si è costituita parte civile assistita dall’avvocato Gabriele Rapali). La mamma di Giulia (difesa dall’avvocato Antonio Di Gaspare) è accusata di aver diffamato la nipote nel corso di alcune trasmissione televisive che si sono occupate del caso. Secondo l’accusa avrebbe anche pubblicato su WatsApp alcune conversazioni riguardanti la parte lesa. Ieri mattina è stata ascoltata la nipote che ha risposto tra le lacrime alle domande. «I dissapori tra le famiglie ci sono sempre stati proprio perché noi non volevamo che nostra figlia frequentasse la cugina», ha detto il papà d Giulia,«potevano presentare la denuncia in qualunque momento. La cosa che ci ha fatto molto male è che questa denuncia è stata presentata dopo la tragedia che ha colpito la nostra famiglia». Si torna in aula a maggio con altri testi e l’esame dell’imputata.(d.p.)
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