Il centro servizi per i poveri in consiglio

5 Aprile 2024

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Corona chiederà che venga inserito in una delle prossime riunioni

TERAMO. La stazione di posta di Villa Pavone potrebbe presto approdare in consiglio comunale e il suo progetto, già bersaglio di polemiche, finire al centro di un voto dell'assise.
È quanto annuncia il capogruppo di Fratelli d'Italia, Luca Corona, che alla luce dell'iter portato avanti dall'amministrazione chiederà al presidente Alberto Melarangelo che l'argomento venga inserito all'interno dell'ordine del giorno di uno dei prossimi consigli. «Il sindaco non solo ignora la raccolta firme depositata negli uffici sette mesi fa, ma tradisce anche il regolamento comunale sulle petizioni voluto da lui. È inaccettabile», dice Corona.
Il Comune di Teramo ha avviato la procedura di progettazione esecutiva della stazione di posta nell'ex scuola di Villa Pavone per realizzare, con fondi del Pnrr (circa 620mila euro), un centro di assistenza per senzatetto e persone in difficoltà, con presidio sanitario, mensa, domicilio postale, orientamento al lavoro e altri servizi utili a contrastare l'emarginazione sociale. Ma il quartiere è insorto chiedendo che l'ex scuola venga ristrutturata e restituita, come garantito dagli amministratori nel 2019, al pieno uso della comunità locale da anni priva di un luogo di aggregazione. La protesta di residenti e commercianti di Villa Pavone è sfociata in una petizione e a settembre le oltre 250 firme raccolte sono state depositate in Comune. «Il regolamento dice che il sindaco deve rispondere alla petizione entro 45 giorni. Non lo ha fatto. In questo caso il presidente del consiglio deve inserire l'argomento della petizione nell'ordine del giorno del consiglio comunale per discussione e votazione. Chiederò con formale pec che ciò avvenga», dice Corona, «i cittadini non meritano di essere ignorati così. Nessuno dei firmatari, me compreso, è contrario alla stazione di posta. La contrarietà riguarda l'edificio scelto. Non è compatibile con quel progetto per dimensioni e collocazione: si trova sulla strada, a ridosso della ferrovia, non ha spazi per parcheggi né per inserirvi tutti i servizi annunciati. Circostanze che non garantiscono la sicurezza degli utenti e degli operatori», aggiunge Corona invitando l'ente a valutare siti alternativi come Casalena «già predisposta ad accogliere servizi di questo genere». (v.m.)
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