«Il centro storico rischia di chiudere i battenti»

29 Novembre 2016

L’ex assessore Di Giovangiacomo lancia l’allarme sul pericolo di desertificazione «Per scongiurarlo è necessario riequilibrare il territorio con scelte ben riflettute»

TERAMO. «Il centro storico rischia lo spopolamento». A lanciare l’allarme è l’ex assessore Giorgio Di Giovangiacomo di “Al centro per Teramo” che sollecita il sindaco Maurizio Brucchi a convocare un incontro urgente con Protezione civile, vigili del fuoco e il commissario per la ricostruzione Vasco Errani per salvare il cuore della città dal tracollo definitivo.

La riunione, secondo il rappresentante della lista civica, dev’essere finalizzato a «fare il punto» sul pericolo d’isolamento del centro storico nel caso in cui non vengano adottati i provvedimenti necessari. «L’area centrale di Teramo sta rimanendo isolata rispetto contesto provinciale dopo i tantissimi sgomberi e le inagibilità dichiarate, a partire dalla chiusura di due scuole importanti come la Savini e la San Giuseppe», afferma Di Giovangiacomo, «occorre, a questo punto, mettere in campo una strategia ben pianificata». Si deve evitare, a detta dell’ex assessore «che il centro storico “chiuda” i battenti e venga azzerata tutta l’economia cittadina». Per questo è necessario avviare «una riflessione seria per impedire che i teramani vadano a vivere, come sta accadendo, fuori comune; se non si corre subito ai ripari, si rischia lo spopolamento per i prossimi dieci anni».

L’amministrazione, insomma, deve farsi promotrice di una strategia che abbia come obiettivo «riequilibrare il tessuto cittadino» ragionando in termini complessivi e di prospettiva. Le contromisure alla desertificazione del centro storico, però, vanno adottate in tempi rapidi «evitando scelte estemporanee e solitarie con il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali ed economici». Un ruolo fondamentale sarà giocato dalla ricostruzione e dalla fase immediatamente successiva all’emergenza. «Su tutte le verifiche, sia degli edifici pubblici che di quelli privati, occorrerà la massima attenzione», conclude l’ex assessore, «e sarà indispensabile il massimo equilibrio nella riallocazione dei servizi e degli uffici, tenendo conto proprio dell’esigenza di non smantellare il centro storico». In ballo c’è il futuro economico, sociale e culturale del cuore della città. (g.d.m.)

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