Il centrodestra: «D’Alberto perde consensi»

14 Marzo 2024

Da Futuro In e Fratelli d’Italia frecciate all’amministrazione cittadina per il risultato alle regionali

TERAMO. Nel centrodestra teramano si festeggia la vittoria alla regionali di Marco Marsilio e si lanciano frecciate all’indirizzo dell’amministrazione cittadina guidata da Gianguido D’Alberto, sostenendo che il voto del 10 marzo l’abbia indebolita. Futuro In, il gruppo civico di punta dell’opposizione, in una nota firmata dal coordinatore Giovannibattista Quintiliani, dopo essersi congratulato con Marsilio e aver evidenziato il risultato personale del suo fondatore Paolo Gatti, rileva di nutrire «con maggior convinzione la speranza che si possa programmare con i tempi che la politica, quella con la P maiuscola, abbisogna, la riconquista del comune di Teramo oggi governato in maniera a dir poco approssimativa e scadente. A tal proposito va segnalato il fatto che rispetto alle ultime elezioni comunali la coalizione di centrosinistra ha perso più di duemila voti, nonostante la presenza della lista di Azione tra le sue fila, compagine che alla corsa a palazzo di città aveva invece appoggiato il candidato di centrodestra. Difatti i 16.267 voti raccolti da D’Alberto con le sue liste, oggi, nonostante l’accordo con Azione e la candidatura di due assessori comunali, si sono ridotti a circa 14.000 raccolti dal candidato D’Amico, con una evidente flessione di gradimento di un’amministrazione impegnata più sui selfie che sui problemi della città, come peraltro denunciato anche da autorevoli esponenti politici del centrosinistra». Futuro In lancia frecciate anche a un pezzo del centrodestra, presumibilmente la Lega, quando scrive: «Abbiamo osservato poi, con piacere, la coesione che vi è stata intorno alla candidatura del presidente Marsilio, coesione che purtroppo qualche mese fa è mancata alle comunali teramane dove qualcuno non si è impegnato nel modo che tale competizione meritava e in cui è mancata sicuramente quella regia politica tra i partiti che invece il presidente Marsilio ha esercitato con grande maestria».
Toni e temi simili nella nota inviata dal capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale Luca Corona, che esulta per la rielezione a presidente della Regione di Marsilio e l’elezione in consiglio regionale di due esponenti del partito, Gatti e Umberto D’Annuntiis. e poi rileva «con enorme soddisfazione che Fratelli d’Italia per la prima volta nella sua storia è stato il partito più votato a Teramo con 5652 preferenze. Ben diversa è l’analisi del voto riguardante la coalizione guidata dal sindaco Gianguido D’Alberto che, in soli dieci mesi dalle ultime elezioni comunali, ha perso circa 2.000 voti passando dai 16.200 ai 14.200 ottenuti dal candidato Luciano D’Amico. Questo dato rappresenta una inconfutabile conferma di quanto evidente in città ossia che, nonostante siamo nei primi mesi del secondo mandato D’Alberto, molti cittadini si siano pentiti delle loro scelte. Tra i banchi del consiglio comunale proseguiremo il nostro lavoro di opposizione seria, puntuale e attenta, consapevoli che l’aumento di consenso dell’area del centrodestra (+1.500) e la netta diminuzione di consenso dell’area D’Alberto (-2.000), nonostante l’aggiunta della lista di Azione, rappresentino dati incoraggianti seppur ancora insufficienti. Tuttavia sono certo che proseguendo su questa strada, in un campo coeso più che allargato, presto diventeremo maggioritari anche nella città di Teramo così come nella Regione Abruzzo e in Italia».
la precisazione su FI
In merito alle intese sulla doppia preferenza di genere alle regionali la candidata e segretaria provinciale di Forza Italia Rita Ettore tiene a evidenziare: «Ho intrapreso questa sfida elettorale mantenendomi indipendente, senza formare alleanze con altri candidati. Ricoprendo il ruolo di coordinatrice provinciale, mi è sembrato corretto mantenere una posizione equidistante, senza condividere sedi elettorali o apparentare il mio nome con nessuno di loro. Questa mia scelta è evidente anche analizzando i risultati ottenuti in ciascuna sezione elettorale, dove la mia candidatura non risulta avere avuto spinte».