Il centrodestra diviso su Nugnes

20 Giugno 2021

Parte della Lega vuole la sua candidatura, no degli altri partiti

ROSETO. Nel centrodestra l'obiettivo in vista delle elezioni è quello di proporre un rinnovamento, possibilmente con un candidato giovane (tra i 25 e i 35 anni), ma alcune parti della Lega continuano a sostenere l'ipotesi Mario Nugnes. Nei prossimi giorni è previsto l’ennesimo tavolo regionale del centrodestra, ma nell’ultimo della scorsa settimana è apparsa chiara la volontà del segretario regionale leghista Luigi D'Eramo di sondare la percorribilità di un accordo tra la Lega e il pupillo di Giulio Sottanelli, leader abruzzese di Azione. Anche le apparizioni pubbliche di Nugnes testimoniano una virata in tal senso, oltre che il superamento di vecchi attriti con alcuni consiglieri comunali. Mercoledì scorso infatti Nugnes è stato visto al lido Sahara con Sottanelli e i consiglieri Enio Pavone e Angelo Marcone. Non è un mistero che Pavone fino a poco tempo fa fosse tra i nomi spendibili alla candidatura a sindaco per la Lega, così come lo stesso Marcone è sempre stato ritenuto consigliere di destra civico e ponte di dialogo con la Lega in virtù della sua amicizia con l'assessore Pietro Quaresimale. E così è bastato che Nugnes fosse accostato a una candidatura possibile per la Lega per far abbandonare l'ascia di guerra a Marcone, che nel 2019 abbandonò i civici di Sottanelli ribadendo la sua posizione nel centrodestra insieme a Carlo Simone e Flaviano De Vincentiis, questi ultimi due però orientati ora verso Ginoble.
L’accostamento di Nugnes alla Lega ha stemperato dunque alcune divisioni, ma la cosa non va giù né a Fratelli d’Italia né a Forza Italia. Sulle chat dei partiti, infatti, gira un articolo del 2019 con dichiarazioni di Nugnes in qualità di presidente dell’associazione “Mondo Tondo”. Sarà molto difficile far ingoiare la candidatura a esponenti storici del centrodestra rosetano, così come è difficile intercettare la disponibilità a una candidatura da parte di persone di quest'area. Antonio Norante è stato abbastanza chiaro, e anche un esponente storico della destra locale come Filiberto Di Giuseppe non accetterebbe mai una cosa del genere.( l.v.)
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