Il centrodestra: «La giunta è inesistente»

Per i cinque consiglieri comunali d’area D’Alberto e i suoi finora hanno prodotto risultati irrilevanti
TERAMO. «Senza di loro il Comune andrebbe avanti lo stesso, bastano i dirigenti». È pesante il giudizio espresso dall’opposizione di centrodestra su sindaco e assessori. Ben lontani da «cambiamento e partecipazione sbandierati in campagna elettorali», a detta dei consiglieri di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Oltre e Futuro in, Gianguido D’Alberto e i suoi assessori nell’anno mezzo passato dal loro insediamento si sarebbero distinti per una serie di «errori marchiani» e per problemi irrisolti. «Assessori anonimi», tuona l’opposizione, «hanno prodotto risultati irrilevanti, senza alcuna chiarezza degli obiettivi per il futuro».
La reazione del centrodestra è sospinta dalla polemica sul Ruzzo e sui 15mila euro che il Comune dovrà pagare per aver tirato in ballo senza motivi i vertici dell’azienda nel contenzioso sulla legittimità della rielezione del Cda. «Se non si ferma l’arbitrato, le spese a carico dei cittadini saranno ancora maggiori», afferma Franco Fracassa (Futuro in), «per un’assurda questione di pura formalità». La sostanza, secondo il consigliere, è che nella battaglia sulla designazione dei ruoli apicali del Ruzzo D’Alberto si è isolato rispetto all’assemblea dei sindaci, in cui è stato avallato l’accordo trasversale a sostegno di un consiglio «che ha lavorato benissimo, avviando il ripiano dei debiti con aziende e Comuni e attivando 90 milioni di investimenti». Se inciucio c’è stato, dunque, la stessa valutazione dovrebbe valere per l’elezione, altrettanto trasversale, di D’Alberto come presidente abruzzese dell’Anci, l’associazione dei Comuni.
Mario Cozzi fa notare che, nella risposta «evasiva» sui costi relativi al contenzioso con il Ruzzo, il primo cittadino ha manifestato «una veemenza inappropriata che rivela la sua vera natura». Per il consigliere di Forza Italia è del tutto fuori luogo il riferimento del sindaco all’addebito a carico dei passati amministratori dei costi della transazione sui lavori di corso San Giorgio. «Si tratta di una questione imparagonabile alle spese per il contenzioso sul Ruzzo», sottolinea. D’Alberto e la sua maggioranza, invece, rischiano di creare un debito da quasi cinque milioni di euro con l’istituto zooprofilattico per il mancato accordo sull’area dell’ex mercato all’ingrosso di Campo della Fiera. «La procedura era chiusa», ricorda Cozzi, «ma è stata bloccata per un dissidio interno alla coalizione».
L’amministrazione, a detta del centrodestra, avrebbe inanellato poco invidiabili primati con «l’approvazione viziata del suo primo bilancio e il doppio passaggio consiliare sulla quantificazione del debito per piazza Sant’Anna». Gli insuccessi del sindaco comprenderebbero anche la Tercoop, piazza Dante, il canile, lo spostamento della centrale elettrica della Cona e l’ordinanza contro la plastica bloccata dal consiglio di Stato. «Gli asfalti non sono un atto di straordinaria amministrazione», spiega Luca Corona (Oltre), che imputa all’incapacità della giunta anche la mancata attivazione del bus per Villa Pavone. «La maggioranza è disunita», osserva Raimondo Micheli (Fratelli d’Italia), «un assessore si è dimesso dopo un anno evidenziando problemi organizzativi e si cerca un allargamento a ex candidati sindaco (il riferimento è a Cavallari e Di Dalmazio, ndc) che avevano programmi elettorali diversi e dovrebbero spiegare i motivi dell’accordo». Sindaco e maggioranza sarebbero responsabili anche dell’incertezza sul nuovo ospedale. «I fondi ci sono, ma l’amministrazione non si esprime sulla collocazione», rileva Maurizio Salvi (Futuro in), «lunedì presenteremo la richiesta di referendum per inserire Villa Mosca tra i siti idonei».(g.d.m.)
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