“Il cielo d’Italia” presentato ai teramani

8 Novembre 2015

Quale futuro per la mega installazione di ceramica? Sia Teramo che Castelli vogliono ospitarla

TERAMO. "Il cielo d'Italia" è stato presentato al pubblico ieri sera nel Parco della scienza di Teramo. Dopo tre anni di impegno e lavoro questo ambizioso progetto ispirato al "Terzo cielo" della chiesa di San Donato di Castelli è stato portato a compimento grazie al Comitato mostre ceramiche antiche e contemporanee di Teramo, all’ Aicc (Associazione italiana città della ceramica), al Rotary Club di Teramo e ai maestri ceramisti italiani. Si compone di un’unica installazione di 384 tavelle di ceramica dipinte da 31 città ceramiche, tra le quali Castelli, con tema “nutrire il pianeta” (lo stesso di Expo 2015). «Un bello condiviso che unifica e che deve essere disvelato in tutta la sua potenza», lo ha definito il presidente della regione Luciano D’Alfonso. «Esso rappresenta la sintesi della creatività, dell’ingegno e del genio artistico dei nostri artigiani», ha affermato Stefano Collina, senatore e presidente dell’Aicc.

Il futuro di quest’opera è stato il tema della serata. Il sindaco Maurizio Brucchi ha candidato Teramo ad accoglierlo nell’Ipogeo, la nuova struttura museale di piazza Garibaldi. Il sindaco di Castelli Rinaldo Seca rivendicandone la paternità castellana e il ruolo del compianto sindaco Enzo De Rosa ha chiesto che il suo Comune «abbia voce sul futuro dell’opera». Il presidente del Comitato mostre ceramiche Alessandro Caccia ha dichiarato che «la nostra idea è di completare l’installazione con le quattro città ceramiche non hanno potuto partecipare, farne un catalogo come ha suggerito il vice presidente Siriano Cordoni e proiettare l’opera in un’ottica nazionale ed europea iniziando con la presenza al Giubileo di Roma del prossimo anno e a Matera, capitale culturale europea, nel 2019 ».

Adele Di Feliciantonio

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