Il Coba sui rifiuti: «Così risparmiano il 75%»

I dati dei balneatori dopo un mese di raccolta autonoma: aderiscono anche gli hotel Europa e Don Juan
GIULIANOVA. Ammonta a 1.350 euro all’anno a stabilimento balneare il costo stimato dal Coba, consorzio dei balneatori che da aprile ha avviato la raccolta differenziata autonoma, per le spese di gestione e raccolta dei rifiuti, a fronte dei 15mila euro di media annui pagati al Comune in bollette Tari. È partita col botto la raccolta differenziata autonoma dei balneatori che, in un mese, hanno già raggiunto il 100% di differenziata e abbattuto i costi del 75%. Nella raccolta privata sono entrati a far parte anche due alberghi, Europa e Don Juan, ma altri entreranno ancora, e, in più, il segretario Gabriele Albani ha già ricevuto telefonate da campeggiatori e Comuni limitrofi per sapere di cosa si tratta.
Sebbene il Comune di Giulianova abbia già inviato lettere ad ogni concessionario avvisandolo che i rifiuti vanno conferiti al Comune e che la Tari (sono 370mila gli euro che il Comune incamera con la Tari dai balneatori) andrà comunque pagata, i 40 aderenti al consorzio proseguono per la loro strada pesando la spazzatura giorno dopo giorno. «In un mese», ha dichiarato Albani nella conferenza stampa di ieri, in cui erano presenti il presidente del Coba Gianni Flagnani e il vice Morgan Di Concetto, «abbiamo già i numeri di quanto realmente produciamo: 25 chili totali di rifiuti al giorno, contro i 75 stabiliti (in media) dalle tabelle comunali. L’anno prossimo i Comuni dovranno applicare la tariffa puntuale (ossia il pagamento dei rifiuti in base a quanto effettivamente prodotto, ndr), ma si baseranno sulle tabelle che già hanno. Noi abbiamo dimostrato che si sbagliano e che i quantitativi sono nettamente inferiori. Se ci saranno aumento dovranno giustificarli».
Entro la fine dell’anno, i balneatori sono sicuri di abbattere ulteriormente la spesa. Lo smaltimento dell’umido infatti comporta una maggiore spesa e per questo, dove possibile, i lidi attrezzeranno l’area apposita per produrre compost e azzerare la quota che ora devono versare alla Am Consorzio Pineto, società che raccoglie l’organico. «Non credo si arriverà al contenzioso col Comune», ha chiarito Albani, «anche perché lo spirito di collaborazione, per quanto riguarda la pulizia della spiaggia ad esempio, è totale. Però, se arriveranno le bollette 2015, i balneatori pagheranno solo il 27%, cioè la quota fissa, visto che non hanno conferito al gestore comunale. Abbiamo sentenze del Tar e della Corte costituzionale dalla nostra. E, male che vada, ci si rimetterebbero solo 1300euro».
Dal prossimo anno, ogni punto di raccolta pagherà sulla base di quanto effettivamente conferito alla ditta. L’unica nota dolente è che, per fare questo tipo di raccolta, che prevede ogni volta la pesatura del rifiuto (anche se ci sono stati 15 passaggi in meno rispetto a quelli del gestore comunale Ecotedi), i tempi si allungano. Uno dei furgoni dell’Am Consorzio è stato poi fermato dagli agenti di polizia municipale ecologici ma, non avendo riscontrato irregolarità, lo ha fatto andare via. «Se ci fossero stati problemi», ha commentato Albani, «i vigili avrebbero dovuto emettere sanzioni. Se non fosse legale, poi, nemmeno il gestore di Pineto si sarebbe reso disponibile». (m.t.)
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