Il collegio arbitrale: ok all’elezione di Cognitti

1 Luglio 2020

Bocciato il ricorso di D’Alberto contro la nomina della presidente del Ruzzo L’azienda acquedottistica: «Il lodo ha sconfessato il teorema del sindaco»

TERAMO . L’elezione della presidente di Ruzzo Reti Alessia Cognitti è legittima. Lo ha stabilito il collegio arbitrale che ha preso in esame il ricorso presentato dal sindaco Gianguido D’Alberto il quale, nell’assemblea che si svolse all’inizio dello scorso dicembre, dedicata all’approvazione del bilancio e al rinnovo del consiglio di amministrazione dell’azienda acquedottistica teramana, si era schierato contro la conferma dei vertici già in carica, sostenendo che vi erano irregolarità.
A giudizio del primo cittadino o sarebbe stata necessaria la designazione di un amministratore unico al posto del consiglio di amministrazione di tre membri guidato da Cognitti e di cui fanno parte Alfredo Grotta, in funzione di vicepresidente, e Antonio Forlini, in qualità di consigliere, che in precedenza aveva ricoperto l’incarico di presidente. «Abbiamo vinto la causa sconfessando il teorema esposto in assemblea da D’Alberto», sottolinea la Ruzzo Reti, «secondo il quale lui era unico sostenitore della legalità». Per il sindaco il ricorso all’arbitrato che accertasse la regolarità delle designazione era un atto necessario a tutela del corretto funzionamento dell’azienda e degli interessi dei cittadini. Lo stesso collegio arbitrale in precedenza aveva escluso la responsabilità diretta del consiglio di amministrazione nel pronunciamento dell’assemblea sul rinnovo delle cariche, imponendo di fatto al Comune il pagamento delle spese legali sostenute fino a quel momento da Cognitti, Grotta e Forlini.
Nel merito della questione, però, il giudizio è andato avanti con l’esame dei rilievi mossi dal primo cittadino teramano. «Gli arbitri hanno dato piena ragione alla condotta dell’assemblea che ha eletto la presidente della Ruzzo Reti», fa sapere la società acquedottistica che serve una cinquantina di comuni della provincia, «che è indiscutibilmente fatta oggetto di accuse pretestuose dovute a posizioni politiche che fanno solo male alla popolazione». (g.d.m.)
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