Il comitato: «Chiediamo gli atti»

Bucciarelli: «Piano d’Accio scelta sbagliata, non c’è stata comparazione tra i siti»
TERAMO. Il comitato pro Mazzini vuole vedere le carte. La conferma dell’area di Piano d’Accio per il nuovo ospedale da 500 posti riaccende la polemica sulla scelta. Per la Regione, che ha ribadito la collocazione alla periferia est della città nel corso di un incontro tra gli assessori Nicoletta Verì e Pietro Quaresimale con i consiglieri eletti nel Teramano e il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia, quella è la soluzione migliore rispetto alle altre ipotesi emerse negli ultimi anni. Le 32 associazioni, riunite nel comitato che invece sostiene la proposta di riutilizzo di strutture e aree attualmente occupate dal Mazzini a Villa Mosca, insistono però nel ritenere la decisione «inopportuna e incomprensibile».
ATTI DA VERIFICARE
Da chiarire, secondo il fronte dei contrari a Piano d’Accio, è innanzitutto se c’è stata un’analisi adeguata delle diverse soluzioni prospettate. «Il consiglio comunale ha vincolato la scelta a un esame comparativo tra i cinque siti proposti», ricorda Domenico Bucciarelli, uno dei rappresentanti del comitato che punta sull’ospedale a Villa Mosca, «questo significa che sarebbero stati necessari studi di fattibilità da predisporre tramite appositi incarichi professionali». Il raggruppamento di associazioni e cittadini, che spinge per riqualificazione e potenziamento del Mazzini e per questo obiettivo ha raccolto oltre ottomila firme in città, ritiene che i passaggi non siano stati esaustivi. «Ci risulta l’incarico a un solo studio», fa notare Bucciarelli, «che si è concentrato in particolare su Piano d’Accio, per cui non ci sarebbe stata un’effettiva comparazione». Per questo il comitato chiederà a Regione e Asl l’accesso agli atti, allo scopo di verificare i passaggi della procedura che ha portato alla conferma della scelta dell’area a ridosso della Teramo-mare.
SOLUZIONI A CONfRONTO
Bucciarelli ribadisce il principio di fondo che ispira le associazioni schierate a favore della soluzione che farebbe restare la struttura sanitaria a ridosso del centro storico, «Non siamo contrari al nuovo ospedale, che anzi va realizzato senza dubbio», tiene a precisare il rappresentante del comitato, «ma puntiamo su una soluzione più facilmente realizzabile e meno dispendiosa». Il riutilizzo del Mazzini comporterebbe una spesa non superiore a 150 milioni di euro, a fronte dei 260 necessari per Piano d’Accio. «Si eviterebbe il consumo di suolo», ricorda Bucciarelli, «in una zona che, tra l’altro, risulta a esondabile».
BOTTA E RISPOSTA
A esprimere forti perplessità è anche la consigliera comunale dei Cinque stelle Pina Ciammariconi. «La soluzione Piano D’Accio appare più che mai scellerata», afferma, «in un momento storico, poi, che vede il capoluogo perdere sempre più centralità in termini di esercizi, di abitanti e di capacità attrattiva». Dubbi e contestazioni suscitato una replica stringata da parte del manager Asl. «La comparazione tra i diversi siti è stata fatta», sottolinea Di Giosia, «e Piano d’Accio è risultata l’area più idonea».
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