Il comitato Lido: «Pericoloso l’incrocio fra via Nervi e ss 16»

GIULIANOVA. Una chiamata pedonale sul semaforo, oltre a strisce pedonali, illuminazione e segnaletica adeguata. Sono le richieste del comitato di quartiere Lido in merito all'incrocio tra via Nervi...
GIULIANOVA. Una chiamata pedonale sul semaforo, oltre a strisce pedonali, illuminazione e segnaletica adeguata. Sono le richieste del comitato di quartiere Lido in merito all'incrocio tra via Nervi e la statale 16, dove negli ultimi anni sono sorte diverse attività commerciali e attraversare diventa davvero pericoloso, soprattutto nel ore notturne. Inoltre si sono verificati negli ultimi anni diversi incidenti, per fortuna senza gravi conseguenze. La presidente del comitato Grazia Corini, nei giorni scorsi, ha scritto una lettera indirizzata al sindaco Jwan Costantini, al vicesindaco Lidia Albani e al comandante della polizia municipale Roberto Iustini. «La zona del mare, da sempre, raccoglie buona parte delle presenze turistiche estive, oltre a residenti stagionali e non» si legge nella lettera. «Ora, essendosi costituito nel tempo un centro di attrazione commerciale di una certa consistenza ed estensione a ovest della statale 16 ed essendo il sottopasso di via Nervi l’unico accesso, risulta necessario considerare che un sempre maggiore numero di residenti hanno necessità di attraversare la Statale a piedi o in bicicletta per recarvisi. A loro disposizione esistono due percorsi a strisce, dislocati a circa 50 metri a nord ed a sud del semaforo: immaginate la difficoltà di chi cerca di attraversare la statale 16 su semplici strisce pedonali di giorno, e soprattutto di sera». Inoltre sempre sul lato ovest, all’altezza del semaforo, c’è la sede della Polisportiva Amicacci che ospita spesso atleti disabili in carrozzina. «Spesso gli atleti dell’Amicacci devono attraversare la strada per andare sul lungomare nord», continua la lettera, «con enorme disagio, non essendovi un attraversamento protetto e segnalato, tanto che accedere a questa zona in auto è l’unico modo».
Luca Venanzi
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