Il comitato pro Mazzini attacca: «Asl in difficoltà finanziaria»

Il gruppo che non vuole il nuovo presidio fuori città: «La Corte dei conti ha bocciato il bilancio 2019 e i successivi sono anche peggio. Stop agli ambiziosi progetti annunciati, si valuti la nostra proposta»
TERAMO. Il comitato cittadino che vuole il nuovo ospedale costruito al posto dell’attuale, e non fuori città, va all’attacco della Asl con una nota la cui sintesi è: i conti dell’azienda sanitaria teramana sono a pezzi, come pensa di realizzare un ospedale nuovo di zecca e nel contempo riconvertire l’area del Mazzini a “Città della salute”?
Nella nota firmata dal portavoce Demetrio Rasetti si fa riferimento al fatto che «la Corte dei conti regionale ha pesantemente osservato il bilancio Asl Teramo dell’esercizio 2019, riportante una perdita di oltre 13 milioni. I rilievi dell’organo di controllo contabile hanno riguardato alcuni elementi, in particolare la mobilità passiva, che ha generato esborsi a favore di Regioni limitrofe (Marche). A giustificazione la Asl ha sostenuto che la perdita è derivata da minori trasferimenti della Regione, in raffronto a quelli dovuti».
Per il comitato «è notorio che un’alta mobilità passiva dipende soprattutto dalle lunghe liste di attesa di prestazioni specialistiche e di ricovero che, mediamente, alla Asl Teramo si aggirano intorno ai tre-quattro mesi. A nostro modesto parere occorrerebbe impegnare maggiori risorse finanziarie, in termini di personale e acquisizione di nuove tecnologie, per soddisfare la domanda dei cittadini-utenti, utilizzando somme di minori spese correnti, legate a investimenti che siano più produttivi possibili». E qui il comitato Mazzini innesta il discorso sul tema che gli è più caro: «A questo proposito torna in scena il nuovo ospedale a Teramo, che noi riteniamo sia più utile finanziariamente, socialmente ed ecologicamente realizzare sul sito Mazzini, riadattando l’esistente».
Secondo la nota «i dati di bilancio della Asl per gli esercizi 2020 e 2021 (corrente) sembrerebbero comportare un importante debito complessivo. In presenza di un debito che potrebbe essere addirittura aumentato agli anni successivi al 2019, come può la Cassa Depositi e Prestiti assentire un prestito alla Asl di Teramo per importi notevolmente elevati rispetto al debito rilevato dalla Corte dei conti? Noi siamo dell’avviso che siamo ai margini di un precipizio. Per questo rivolgiamo un appello agli amministratori affinché siano considerevolmente ridimensionate le “idee” annunciate al termine dell’ultimo comitato ristretto dei sindaci Asl, a favore della nostra conosciuta proposta».
I vertici della Asl ieri hanno ritenuto di non rispondere ai rilievi del comitato, probabilmente lo faranno oggi.(red.te)
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