Il comitato sfollati: pochi cantieri aperti

Attacco alle istituzioni: «Nessuna certezza sui tempi di rientro. E il contributo per pagare gli affitti arriva sempre in ritardo»
TERAMO. Torna ad alzare la voce il comitato inquilini Erp di Teramo, che rappresenta il grosso degli sfollati teramani del sisma 2016. In una nota si legge: «A quasi sette anni dal terremoto, la ricostruzione delle nostre case popolari è ancora incredibilmente ferma ai blocchi di partenza nonostante gli annunci di svolta a ogni cambio di commissario o alla vigilia di ogni elezione; i pochi cantieri presenti nel territorio provinciale sono la fotografia di una ricostruzione destinata a durare ancora molti anni».
I CANTIERI DELL’ATER
«Emblematica», segnala il comitato, «è la situazione di due cantieri di Colleatterrato Basso e più precisamente delle palazzine di via Adamoli, 48 e via Giovanni XXIII, 77, ormai prossimi alla conclusione dei lavori ma ancora lontani da una previsione certa per il ritorno delle famiglie nelle loro case, tutto questo nonostante un costante colloquio avuto negli ultimi mesi con l'Ater». La presidente dell’Ater Maria Ceci, ribadito che a livello di progettazioni l’ente è molto avanti – e certamente lo è rispetto ad altri enti pubblici impegnati nella ricostruzione post-sisma – e annunciate altre imminenti aggiudicazioni di lavori, sugli immobili in questione dice: «Per quanto riguarda via Giovanni XXIII 77 i lavori di ricostruzione sono stati realizzati al 95%, nel frattempo però è emersa la necessità di provvedere alla sostituzione della caldaia centralizzata e dei pannelli solari, che si erano degradati: questo ha determinato in capo all’Ater, su richiesta espressa dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, l’avvio di un altro procedimento finalizzato a ottenere un’ulteriore somma la cui approvazione è sottoposta al commissario straordinario. Per l’edificio di via Adamoli 48 oggetto di miglioramento sismico si è nella fase conclusiva dei lavori e l’impresa è nella fase di smontaggio dei ponteggi. Tra 30 giorni circa l’impresa concluderà i lavori e procederà alla pulizia del cantiere. Stiamo parlando di due edifici di 32 alloggi ognuno: il completamento dei lavori consentirà il rientro di 64 famiglie». Il comitato aggiunge: «Sarebbe altresì interessante capire perché in alcune palazzine classificate con danni “B”, nelle quali ad oggi sono presenti la maggior parte dei nuclei familiari, sono stati stanziati quasi quattro milioni di euro per lavori di miglioramento sismico e non è stata mai effettuata la progettazione». Su questo la presidente Ceci dice: «Per ora non posso rispondere, chiarirò la questione a tempo debito».
IL CONTRIBUTO ballerino
Il comitato attacca anche sui sistematici ritardi nell’erogazione del contributo di autonoma sistemazione che gli inquilini Erp ancora in affitto – a Teramo e provincia ci sono 1.842 nuclei con il Cas – sono costretti a subire: «Se da un lato siamo riconoscenti all'Unione europea e allo Stato per il prezioso aiuto economico, non possiamo dire altrettanto per coloro che dopo sette anni non riescono nemmeno a fissare una data certa per l'erogazione del contributo. Si comunicano date indicative per avere sul conto bancario o postale il Cas: ogni due mesi verso il giorno 15, altre volte verso il 20 e altre ancora a fine mese, ma puntualmente nemmeno queste date ballerine vengono rispettate. Gli sfollati che a causa dei modesti redditi non arrivano a fine mese sono costretti ogni volta per i giorni di ritardo ad arrangiarsi per la spesa giornaliera, per pagare l'affitto o le bollette. Alle nostre richieste di spiegazioni sui ritardi seguono puntualmente scarichi di responsabilità: per la Regione la colpa è del Comune che non rendiconta come dovrebbe per ottenere i fondi in tempi più brevi, mentre il Comune a sua volta dichiara di anticipare somme che la Regione eroga con grandi ritardi».
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