Il comitato Sos Urbanistica: «La variante al Prg va fermata»

25 Giugno 2023

L’associazione di cittadini nella riunione di venerdì ha visto aumentare gli iscritti da 40 a circa 100 L’amministrazione non risponde, ma continua gli incontri sul territorio per illustrare il piano

ROSETO. «Chiediamo all'amministrazione di desistere dall'approvazione della variante al Prg sull'aumento delle altezze degli edifici fronte mare». È la richiesta del comitato Sos Urbanistica, che venerdì pomeriggio si è riunito al Palazzo del Mare e da 40 è passato a circa 100 iscritti. Importante è stato l'intervento dell’architetto Umberto Masci, uno dei progettisti del vecchio Prg del 1990, il piano attualmente in vigore sul quale l'amministrazione è intervenuta per modificare questa norma. Masci, rammaricandosi per l’assenza dei rappresentanti della maggioranza, ha detto: «Ricordo che all’epoca, nel 1988, gli amministratori, maggioranza e opposizione, decisero tutti insieme di arrivare allo studio di un piano regolatore per Roseto. Io faccio un mea culpa perché sono stato zitto sulla variante di viale Makarska, e invece avrei potuto dire qualcosa. Anche quella era una “piccola” variante che riguardava solo una porzione di territorio, eppure abbiamo visto cosa è successo poi». Masci, inoltre, ha precisato che, con la nuova norma, si interviene su una parte consistente del territorio. «Il problema non è nello specifico l’aumento del 10 per cento circa delle altezze», ha aggiunto Masci, «ma che questo tipo di azione è stata predisposta in maniera generica, al di là del lungomare. Non è vero che l’amministrazione deve ottemperare a una precisa normativa. Il lungomare di Roseto è stato sempre considerato centro storico della città e io vi posso assicurare che molti qui, anziani come me, sanno benissimo che pressioni si possono ricevere quando si parla di ristrutturazioni. Il problema è semplice: gente che vuole utilizzare la rendita di posizione a proprio vantaggio».
L’avvocato Fabio Celommi ha ribadito la richiesta del consiglio di quartiere di Roseto Centro, non accettata, di rinviare l’adozione della norma di una settimana. «Avevamo questo nell’ordine del giorno del 13 aprile», ha ricordato Celommi, «e il consiglio era previsto per il 31 marzo. Per questo avevamo chiesto il rinvio. Ma ciò di cui non ci rende conto è il carico urbanistico in più previsto da questa norma, che va a incidere anche su parcheggi, rete fognaria e viabilità. A questo non hanno pensato».
Al convegno, oltre al presidente del comitato Mario Mazzoni, sono intervenuti diversi cittadini e anche i consiglieri di opposizione Sabatino Di Girolamo, Teresa Ginoble e Rosaria Ciancaione, e si è visto anche l’ex assessore Alessandro Recchiuti. Nel merito c’è anche una nota del gruppo SiAmo Roseto, in cui si legge: «Tutta la fascia litoranea rosetana è condannata a trasformarsi in una barriera di cemento che deturperà in modo irreversibile l’aspetto della città. Sarebbe opportuno che a questo punto il sindaco Nugnes rinominasse l’assessorato alla Rigenerazione urbana in assessorato alla Degenerazione urbana».
L’amministrazione al momento non risponde, ma prosegue i suoi incontri sul territorio con i cittadini per confrontarsi sul nuovo Prg.
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