Il commercio resta in sofferenza «Gli eventi serali non bastano»

Confesercenti e consorzio “Shopping in centro” d’accordo: «Le famiglie hanno paura dei rincari e spendono poco. Le tante manifestazioni hanno ricadute significative solo per bar e ristoranti»
TERAMO. Gli eventi, le tante presenze in città e i saldi non bastano a risollevare il commercio teramano che, tolto il fronte dei bar e ristoranti, resta in affanno. È questo il quadro che viene fuori dall'analisi di chi opera nel settore e che, pur ritenendo pregevoli le iniziative estive messe in campo dall'amministrazione comunale, traccia un bilancio poco idilliaco dell'andamento degli affari.
A partire dai saldi, che «non hanno più una grande presa sui consumatori come un tempo: questa estate siamo partiti subito col 50%, cosa mai avvenuta a luglio quando si cominciava con una scontistica inferiore. Ma i tempi, appunto, sono cambiati», dice Luciana Rapini, titolare del negozio di abbigliamento Madras e referente del consorzio “Shopping in Teramo centro”. L'imprenditrice giudica positivamente gli eventi che stanno animando la città ma che, dice, «si svolgono soprattutto di sera, molti al parco fluviale, e dunque con ricadute minime sui negozi del centro: le persone arrivano in città per assistere agli spettacoli a ridosso degli orari di inizio e in piccola parte si dedicano allo shopping. Discorso diverso, chiaramente, per bar e ristoranti che con gli eventi serali hanno un ritorno diverso», aggiunge Rapini.
La Notte dello shopping, organizzata a luglio in collaborazione fra commercianti e Comune, ha dato buoni riscontri ma «le vendite poi hanno avuto un freno: c'è da dire che la propensione al consumo delle famiglie è bassa e si acquista solo ciò di cui si ha bisogno nel momento in cui il bisogno sorge, al di là dei saldi. Rispetto all'estate scorsa la stagione estiva è andata peggio: notiamo meno stranieri in città e da Ferragosto in poi le vendite si sono quasi del tutto fermate», conclude Rapini.
Il calo delle vendite rispetto all'estate scorsa è stato riscontrato anche da Confesercenti, che lega la flessione a più fattori: dai timori dei consumatori per i rincari di gas e luce in vista dell'inverno all'assenza di una rete commerciale e dei servizi più solida in città. «Teramo non si è svuotata, anzi gli eventi hanno portato un grande movimento con ricadute positive soprattutto per le attività ricettive e di ristorazione», dice Annalisa Pensilli, direttore provinciale di Confesercenti, «discorso diverso per quei settori, come abbigliamento e calzature, che da qualche tempo soffrono un po' di più per via dello shopping online diventato consuetudine dopo la pandemia. C'è da dire che le famiglie hanno rivisto la gestione economica e sono forti i timori per l'immediato futuro con i rincari di luce e gas che con generano preoccupazione. C'è quindi più cautela nelle spese».
Per Confesercenti però Teramo deve lavorare meglio sulla rete commerciale, intesa come sinergia fra gli esercenti, e con i servizi di accoglienza. «Ad agosto in città c'è un discreto movimento, eppure molti bar, ristoranti, panifici hanno chiuso nei medesimi giorni: si tratta di servizi essenziali che dovrebbero raccordarsi sulle ferie per garantire continuità nell'offerta. Ci sono intere zone del centro prive di servizi di questo genere in questi giorni», sottolinea Pensilli che auspica anche l'apertura in città di un punto informativo che possa aiutare i turisti a orientarsi sia nella scoperta dei luoghi di pregio culturale che nei servizi. «Il Comune ha attivato l'app “Scopri Teramo”, che è una buona iniziativa al pari degli incontri che hanno coinvolto i commercianti, accompagnati nei più importanti siti storici della città per prepararli meglio all'accoglienza dei turisti. Ma questo non basta», conclude Pensilli, «serve un infopoint che aiuti i visitatori e li stimoli anche a fermarsi in città con indicazioni e proposte più mirate di quelle dell'app o di quelle che può dare un negoziante. Le tante presenze che gli eventi fanno registrare devono portare al più presto verso un percorso più strutturato e condiviso per avere percussioni positive su tutte le attività».
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