Il commissario del Gran Sasso: strategiche tutte le infrastrutture

3 Novembre 2020

L’Osservatorio sull’acqua contesta le dichiarazioni di Gisonni alla Camera e gli pone cinque domande Lui risponde, la sintesi è: «L’intero sistema dev’essere garantito, non esistono soggetti privilegiati»

TERAMO. Attaccato dalle associazioni ambientaliste per alcune dichiarazioni rese la settimana scorsa davanti alla commissione Ambiente della Camera, il commissario straordinario per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, Corrado Gisonni, non si sottrae al confronto e in una nota risponde a cinque domande che gli sono state poste per iscritto dall’Osservatorio indipendente sull'acqua del Gran Sasso.
L’Osservatorio innanzitutto chiede a Gisonni se veramente creda che il problema della messa in sicurezza del Gran Sasso sia legato al rispetto di alcune normative ambientali e lui replica: «L’applicazione delle norme in materia ambientale non è assolutamente derogabile e non è intenzione del sottoscritto violare principi normativi, peraltro di pertinenza comunitaria. Non va però dimenticato che il ‘sistema Gran Sasso’ è già in deroga ad alcune importanti norme ambientali, per effetto della sua genesi e del suo assetto che lo rendono un caso unico. Oggi bisogna accelerare, bruciando le tappe e applicando sempre e comunque le norme ambientali, la cui “virtuosa interpretazione” è elemento di garanzia».
L’Osservatorio chiede poi quale sarebbe il senso della proposta del commissario di modificare il protocollo del 2017, che prevede accurati controlli di Asl e Arta sull’acqua da mettere in distribuzione, e Gisonni replica che «sta profondendo ogni sforzo per mantenere in vita e rendere ancor più efficace il protocollo sottoscritto da enti e concessionari nel 2017, quello stesso che ha palesato evidenti limiti operativi, fino a farne temere il naufragio nelle scorse settimane».
La terza domanda è: come mai il commissario sembra essersi schierato dalla parte di una Spa (la società autostradale che gestisce l’A24, ndr)contro le legittime richieste di un ente dello Stato (il Parco Gran sasso-Laga, ndr) deputato al rispetto dell’ambiente? E Gisonni risponde: «Le ultime settimane hanno visto la struttura commissariale lavorare in sinergia con tutti gli attori coinvolti nelle attività di pulizia delle calotte delle gallerie, prescritte dal Mit, e dunque anche con la società concessionaria al solo fine di vedere scongiurato il concreto rischio di chiusura del traforo del Gran Sasso. Credo sia evidente che questo lavoro ha avuto un effetto positivo. Nessuna preferenza, dunque».
Gli ambientalisti contestano poi la ricostruzione del commissario dell'impossibilità di inquinamento della falda a causa della pressione dell’acquifero come «poco pertinente» e lui si dice disponibile al confronto «purchè esso avvenga auspicabilmente in sede tecnico-scientifica, sulla base di dati e rilievi puntuali».
Infine, l’Osservatorio chiede: il commissario è d’accordo con gli abruzzesi che l'acquifero del Gran Sasso deve continuare a fornire acqua a circa la metà della popolazione di questa regione? Quando il commissario parla di “Condominio Gran Sasso”, ha ben presente che i condòmini non sono tutti uguali e che non è l 'acquifero a doversi adattare alle esigenze dei laboratori sotterranei dell’Infn e della Strada dei Parchi Spa, ma viceversa? Gisonni risponde così: «Purtroppo, si continua a fare confusione tra “acquifero” e “sistema idrico” del Gran Sasso. L’acquifero del Gran Sasso è una componente naturale dell’ambiente che oggi, grazie alla presenza di due gestori acquedottistici e alle infrastrutture loro affidate, ha consentito di far dimenticare la terribile carenza idrica che fino a trent’anni fa affliggeva buona parte della regione, in particolare la costa teramana. Quindi, va chiarito che per condominio bisogna intendere il sistema generato dalla convivenza tra traforo autostradale, laboratori sotterranei, acquedotti aquilano e teramano, elencati senza alcuna priorità, se non quella cronologica. Non possono esistere “condòmini privilegiati”, ma esistono infrastrutture, tutte strategiche per la popolazione abruzzese».(red.te)
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