Il commissario: Gran Sasso, il tempo stringe

15 Febbraio 2020

Gisonni incontra istituzioni e cittadini e dice: «La mia struttura non è ancora operativa»

TERAMO. Celerità e sicurezza negli interventi, convergenza costruttiva di tutte le forze politiche e condivisione con tutti i soggetti coinvolti dal Governo agli enti locali, alle associazioni e ai cittadini. Sono questi, per il commissario Corrado Gisonni, gli elementi necessari per risolvere la delicata questione della messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso. Ieri sera, in un incontro organizzato dal deputato del M5S Fabio Berardini, il commissario ha incontrato le istituzioni locali e le associazioni ambientaliste e ha fatto il punto della situazione evidenziando i ritardi organizzativi della struttura nominata l’estate scorsa. «I tempi dettati delle procedure amministrative e burocratiche ancora non rendono del tutto operativa la struttura commissariale», ha spiegato, «siamo ancora senza squadra e uffici, ma sono in piena attività ogni giorno senza fermarmi».
Il periodo di commissariamento scade il 31 dicembre 2021, un tempo stretto per terminare l’opera per la quale sono stati stanziati 120 milioni di euro. «Opererò per prima un’indagine tecnica sulle tre strutture – traforo, laboratorio di fisica nucleare e acquedotto – per garantire una convivenza sicura e per capire se i fondi saranno sufficienti», ha proseguito Gisonni, «bisogna ottimizzare le fasi realizzative senza creare disagi, con progetti realizzabili e il pieno rispetto delle norme sull’ambiente».
Le istituzioni presenti e le associazioni hanno chiesto l’immediata rimozione delle sostanze pericolose dal laboratorio, il coinvolgimento nella struttura commissariale, trasparenza e un cronoprogramma da concordare e rispettare. «È in fase di redazione il progetto per la smobilitazione delle sostanze tossiche attualmente stoccate», ha concluso Gisonni, «ma deve essere fatto in massima sicurezza. Il sistema di controllo qualitativo-quantitativo delle acque rileva le sostanze fino a tre ordini inferiori a quelli di soglia, ma è migliorabile. Quando avremo il quadro completo della situazione opereremo tutti gli interventi necessari, ma dobbiamo avanzare tutti sulla stessa linea».
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