Il Comune a caccia di alloggi vuoti da dare agli sfollati

3 Marzo 2017

Il Pd: «Siamo d’accordo ma l’operazione va fatta con criterio altrimenti si rischia di favorire chi specula sugli affitti»

TERAMO. Case vuote agli sfollati sì, ma con criterio. La proposta messa in campo dal Comune per dare una sistemazione stabile a chi, dopo i violenti sciami sismici, vive in albergo ed è stato costretto ad allontanarsi dalla città trova consensi nelle file dell'opposizione. Il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto avalla l'idea lanciata dall'assessore Franco Fracassa che, in mancanza di casette prefabbricate da allocare soprattutto nelle frazioni, chiederà alla Protezione civile di farsi carico dell'affitto di abitazioni inutilizzate da mettere a disposizione degli sfollati, anche se secondo lui ci sono aspetti da mettere in chiaro.

«E' una soluzione condivisibile perché evita il consumo di terreno e frena lo spopolamento dei territori», evidenzia il consigliere dem, «in realtà si tratta di una previsione contenuta già nel primo decreto sisma seguito alle scosse di agosto e dunque poteva essere adottata anche prima». Il Comune, insomma, si sarebbe mosso in ritardo e comunque un'operazione come quella prospettata da Fracassa richiederebbe un'attenta pianificazione con la struttura del commissario alla ricostruzione. «L'iniziativa va programmata con metodi e criteri chiari per creare un incontro positivo tra domanda e offerta di case», sottolinea il capogruppo Pd, «altrimenti si corre il rischio di favorire le speculazioni e che si vada fuori controllo». Da definire, in particolare, sono gli aspetti relativi al reperimento degli immobili, alla fissazione dei canoni e alla loro assegnazione. Il consigliere, dunque, sollecita l'intervento diretto del governatore Luciano D'Alfonso, in qualità di vicecommissario abruzzese alla ricostruzione, per dare la spinta decisiva all'operazione ma anche per fissare quei paletti che eviterebbero distorsioni. «La finalità è sociale e di superamento dell'emergenza abitativa», precisa D'Alberto, «per cui questo sistema potrebbe essere adottato anche per tutte quelle famiglie che, al di là del terremoto, da anni sono in attesa di un alloggio».

Nell'immediato, però, resta aperto anche il problema dei contributi di autonoma sistemazione che arrivano con il contagocce. Il capogruppo Pd ha riportato in consiglio la richiesta di attivare un ufficio apposito che si occupi dell'erogazione tempestiva delle somme dovute agli sfollati. «Rischiamo di ripetere l'errore commesso nel 2009», afferma, «quando le pratiche del sisma sono state affidate a lavoratori interinali che venivano chiamati a spizzichi e bocconi e ora stiamo pagando quella scelta». Gli uffici sono in sofferenza, a detta del rappresentante del Pd. «I dipendenti lavorano bene», precisa, «ma vanno in difficoltà per problemi organizzativi». L'apertura di un ufficio apposito, secondo D'Alberto, è stata condivisa dall'assessore ai servizi sociali Eva Guardiani dalla cui posizione si sarebbe però dissociata il vicesindaco Mirella Marchese che gestisce la delega al personale. «In consiglio si è percepita la frizione su questo punto», conclude il consigliere, «ma il servizio va comunque migliorato».

Gennaro Della Monica

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