Il Comune annuncia un sit-in alla rotonda del Lotto Zero
TERAMO. Ieri, prima dell’ipotesi di accordo raggiunta al ministero, si sono susseguiti appelli e l’annuncio di una manifestazione contro la chiusura del Traforo.Quest’ultima è promossa dall’amministra...
TERAMO. Ieri, prima dell’ipotesi di accordo raggiunta al ministero, si sono susseguiti appelli e l’annuncio di una manifestazione contro la chiusura del Traforo.
Quest’ultima è promossa dall’amministrazione comunale – su iniziativa dei consiglieri De Sanctis, Carginari e Speca – si dovrebbe svolgere il 17, alle 10, nella rotonda di immissione al lotto zero e allo svincolo di Teramo Ovest, nel quartiere Gammarana. Parteciperanno sindaci, imprenditori e amministratori di enti. Ma, viste le premesse, se arriverà la definitiva revoca della chiusura, sarà annullata.
Confindustria Teramo e Cgi, Cisl e Uil, hanno lanciato un grido d’allarme insieme. «In questo momento, chiudere il traforo equivale a staccare la spina ad un malato in terapia intensiva. Il mondo imprenditoriale ed il mondo sindacale esprimono grave preoccupazione per la già delicata situazione dell’economia provinciale ed invitano tutte le forze politiche e le istituzioni alla mobilitazione, affinché si possa trovare una soluzione alternativa alla grave decisione. Il danno economico per la provincia di Teramo è incalcolabile, si pensi solo alla stagione turistica imminente, agli aggravi di costi per le società di trasporto, alla grave situazione che i pendolari si troverebbero ad affrontare», si legge in una nota.
Secondo il presidente di Confindustria, Cesare Zippilli, «è inutile nascondersi, con l’attuazione del provvedimento di chiusura del traforo del Gran Sasso, la nostra provincia – già fortemente penalizzata per un isolamento che ha radici lontane – subirebbe il colpo di grazia definitivo».
«Il lavoro, i lavoratori, i cittadini di questa provincia hanno già pagato un prezzo altissimo per la forte riduzione di occupazione e reddito dopo la crisi di questi anni ed, oggi, è intollerabile pensare di chiudere il traforo del Gran Sasso. Ci troveremmo in un isolamennto drammatico che danneggerebbe tutte le attività della provincia ed impedirebbe, di fatto, il pendolarismo delle migliaia di lavoratori che tutti i giorni attraversano il traforo per andare a lavorare», aggiungono i segretari provincia di Cgil, Cisl e Uil Giovanni Timoteo, Fabio Benitendi e Emidio Angelini.
Contro la chiusura del Traforo è intervenuto anche l'Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Teramo. Il presidente Raffaele Di Marcello ha osservato che «La questione dovrebbe esser espunto di rifessione di quale futuro potrà avere la provincia di Teramo. Infatti se qualche anno fa l'ipotesi, prima di accorpamento Teramo-L'Aquila, poi addirittura di eliminazione, dell'ente Provincia, trovò poche obiezioni nel mondo politico e tra i cittadini, oggi occorre capire quale direzione vogliamo dare ai nostri territori. Occorre, necessariamente, riflettere sull'assetto istituzionale della nostra provincia, e su quale peso il Teramano abbia nell'assetto regionale, che vede un forte sbilanciamento verso l'asse Pescara-Chieti e il territorio aquilano».
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