Il Comune avrà presto i poteri per appaltare 30 milioni di lavori

12 Aprile 2021

Oggi l’incontro con uno dei subcommissari per definire l’ordinanza che accelera le gare per scuole ed ex municipio. Ma D’Alberto chiede di più: «Va riformato il codice degli appalti, è troppo rigido»

TERAMO. Oggi il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto incontrerà uno dei subcommissari per la ricostruzione post-sisma, Fulvio Soccodato. Sul tavolo la cosiddetta “ordinanza Teramo”, ovvero il provvedimento con il quale la struttura commissariale guidata da Giovanni Legnini attribuirà al Comune poteri in deroga per gestire la ricostruzione di una serie di edifici pubblici: le scuole comunali San Giuseppe, Villa Ripa, Savini (inagibili e chiuse dal 2016), De Jacobis e Molinari (rimaste aperte ma da adeguare), la storica sede del conservatorio Braga in piazza Verdi e il palazzo municipale di piazza Orsini. Interventi che nel complesso valgono poco più di 30 milioni di euro, circa 22 dei quali già finanziati. «Definiremo presto tutto», dice al Centro D’Alberto, «e Teramo sarà una delle prime città del cratere ad avere i poteri in deroga».
CAMERINO APRE LA VIA. La prima ordinanza di questo genere nel cratere sismico 2016-17 è stata firmata da Legnini giorni fa con l’università marchigiana di Camerino, che sarà il soggetto attuatore di un piano di recupero dei propri immobili che vale oltre 40 milioni di euro. Una nota del commissario Legnini spiega come funzionerà l’ordinanza di Camerino: «Le deroghe alla normativa generale saranno sfruttate per accelerare al massimo la realizzazione delle opere. Si procederà infatti con l’affidamento diretto degli appalti dei servizi, compresi quelli di ingegneria, architettura e di progettazione, sotto la soglia comunitaria di 214 mila euro. Per gli incarichi di progettazione e la realizzazione delle opere di importo maggiore si ricorrerà invece alla procedura negoziata. L’ordinanza prevede il ricorso anche ad altri meccanismi e a nuove procedure, in alcuni casi in deroga, sempre per assicurare una maggior speditezza al programma di ricostruzione. Unicam potrà ad esempio mettere a gara direttamente il progetto definitivo, o inserire nei capitolati il doppio turno di lavorazione, così come gli esecutori delle opere potranno derogare ai limiti dei subappalti. È poi previsto un meccanismo di bonus/malus sui tempi di consegna dei lavori, con penali e premi per ritardi e anticipi, e viene istituita una Conferenza dei servizi speciale per acquisire tutti i pareri e le intese delle amministrazioni interessate, ad esempio sui vincoli culturali o ambientali, ma anche in questo caso con tempi ristretti, al massimo trenta giorni».
D’ALBERTO VUOLE DI PIÙ. Sull’importanza fondamentale di questo “modello Genova” applicato al sisma del centro Italia il sindaco D’Alberto non ha dubbi. «È l’unica strada che abbiamo», dice, «per sbloccare una ricostruzione pubblica che è drammaticamente ferma al palo in tutto il cratere. Contiamo molto sull’ordinanza Teramo perché negli ultimi due anni abbiamo rimesso l’iter di queste opere in carreggiata, quando siamo entrati in municipio non c’era niente, ma ora per fare le gare in tempi più stretti c’è bisogno di norme speciali. E colgo l’occasione per ribadire che i poteri in deroga dovrebbero essere attivati anche dalla Regione Abruzzo per il patrimonio delle Ater». Nello stesso tempo D’Alberto ritiene che non solo a Teramo, e non solo nel cratere sismico, serva ancora di più. «Questo», dice, «è il momento in cui la politica nazionale deve intervenire sulle procedure del codice degli appalti, che sono troppo lunghe e rigide. Del tutto inadeguate al momento storico così difficile che stiamo vivendo. Non è un caso che questo percorso sia stato intrapreso già da altri Paesi, che hanno adottato norme europee più snelle di quelle che applicavano. Come Anci», conclude il primo cittadino teramano, «stiamo portando avanti questa battaglia, perché l’attuale codice degli appalti impedisce a noi sindaci di dare risposte ai cittadini».
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