Il Comune: «Chi provoca risse, vada via»

30 Giugno 2021

Dopo l’ennesima zuffa, il vicesindaco chiama tutti alla collaborazione. Incerto il turno serale dei vigili, ma torna la polizia 

ALBA ADRIATICA. «Basta, Alba Adriatica è una città per bene, siamo stanchi: i facinorosi scelgano altri lidi»: nelle parole del vicesindaco e delegata alla sicurezza Alessandra Ciccarelli c’è tutta la rabbia per l’ennesima rissa violenta nella movida albense, quella di sabato sera con un ventenne ferito al volto colpito da una bottiglia di vetro. L’insofferenza mostra anche tutta la difficoltà di un’amministrazione comunale che è chiamata con poche armi a combattere contro un’invasione di giovani, che in troppi casi si mostrano violenti e in stato di ebbrezza e che, oltre alla sicurezza e l’ordine pubblico cittadino, sembrano intaccare anche gli sforzi di una località che mira con forza a intercettare quote sempre maggiori di turismo familiare.
«Le forze dell’ordine ci sono sul territorio, non si può scaricare tutto su di loro come fa qualcuno», continua Ciccarelli, spiegando come non ci siano ancora certezze sul ripristino del turno serale estivo dei vigili urbani, per cui serve per legge l’entrata in dotazione delle pistole: «Il percorso verso l’armamento procede, gli agenti della polizia locale stanno facendo i corsi, ma non è ancora possibile stabilire tempistiche». Il vicesindaco ricorda però gli accordi con gli istituti di vigilanza e con i volontari, tra cui quelli dell’associazione nazionale Carabinieri, per il controllo del territorio.
«Stiamo conducendo le nostre battaglie, di più è impossibile fare. È necessaria la collaborazione di tutti, al di là delle strumentalizzazioni», continua Ciccarelli, «e per “tutti” intendo anche di quei locali che tendono ad andare oltre i limiti. Sono pochi, abbiamo anche chiuso esercizi che non rispettavano le norme. Questo, anche a garanzia della gran parte degli esercenti che rispettano le regole e che per farlo ha investito risorse». Il patto “Movida Sicura” tra Comune e locali stretto nel 2020 è però scaduto «e non lo rinnoveremo», annuncia Ciccarelli, continuando sugli orari di chiusura dei locali imposti dall’ordinanza sindacale: «Non possiamo individuare limiti orari ad personam per evitare che tutti escano allo stesso momento dai locali».
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