Il Comune chiede 5 milioni alle imprese dell’area artigianale

24 Settembre 2016

Roseto, li anticipò 10 anni fa l’ente per liquidare l’esproprio e non sono mai stati recuperati. Le aziende si oppongono

ROSETO. «È necessario recuperare i cinque milioni di euro che il Comune ha già anticipato per conto degli artigiani che hanno impiantato la propria azienda nella nuova area produttiva di Roseto». Di questo è convinto l’assessore al bilancio Antonio Frattari, al quale spetta il compito di rimettere in sesto il bilancio dell’ente in modo da eliminare le “gravi criticità” individuate nella relazione che ha appena presentato.

I cinque milioni in questione sono stati liquidati ai proprietari dei terreni espropriati oltre dieci anni fa per realizzare l’autoporto e l’annessa area artigianale. L’operazione è stata conclusa in un’unica soluzione - grazie a un prestito, tecnicamente “anticipazione di liquidità”, concesso dalla Cassa depositi e prestiti - e questo ha consentito all’ente un risparmio di oltre un milione di euro in sede di transazione con i due proprietari. Quella del Comune è stata un’anticipazione obbligata perché l’intimazione di pagamento è rivolta allo stesso ente in quanto all’epoca espropriò i terreni al prezzo di 27 euro circa (7 per la terra e 20 per l’urbanizzazione), una somma giudicata non idonea dai proprietari. Ma a pagare realmente saranno gli imprenditori assegnatari dei lotti dove hanno impiantato le loro aziende, perché al momento dell’acquisto delle aree firmarono un contratto che conteneva la dicitura “salvo conguaglio”: in pratica l’impegno a far fronte all’eventuale aumento di prezzo dei terreni.

A questo punto, quindi, il Comune dovrà dare il via al recupero dei 5 milioni già sborsati, ripartendoli tra i 22 operatori economici che hanno impiantato la propria azienda nella nuova area artigianale di Roseto, quella vicino all’autoporto per intenderci. Una vera e propria mazzata, dunque, che mette in seria difficoltà gli imprenditori coinvolti nella vicenda, molti dei quali rischiano la chiusura dell’attività, trascinando nel baratro decine di lavoratori. Il piano di rientro del Comune prevedeva il recupero della somma entro il 2014, ma a tutt’oggi non è stato incassato neppure un euro anche perché tutti gli imprenditori chiamati in causa hanno impugnato il provvedimento di riscossione da parte del Comune, pertanto ci sono in piedi numerose cause sul cui esito nessuno può fare previsioni. «Ci rendiamo conto che si tratta di una situazione non facile», sottolinea l’assessore riferendosi al recupero dei cinque milioni, «ma d’altro canto non possiamo fare diversamente, perché sarebbe ingiusto far gravare la somma sull’intera collettività rosetana. Sarà comunque nostra cura agire con la massima delicatezza, in modo da non danneggiare nessuno».

Federico Centola

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