Il Comune chiede invano una condotta unitaria

15 Febbraio 2017

L’eventuale rientro in classe degli studenti dopo l’evacuazione sarà deciso a discrezione dei singoli dirigenti scolastici e dei responsabili della sicurezza

TERAMO. Non ci sarà una linea comune di comportamento nelle scuole in caso di future scosse durante l'orario di lezione. Il rientro in classe, e quindi la ripresa della didattica, sarà a discrezione dei singoli dirigenti scolastici. I presidi vaglieranno la situazione istituto per istituto dopo aver verificato epicentro e grado del terremoto. E decideranno il da farsi solo dopo aver sentito il parere del responsabile della sicurezza del plesso. La decisione è emersa ieri pomeriggio al termine dell'incontro tra il primo cittadino Maurizio Brucchi, l'assessore alla protezione civile Franco Fracassa, i dirigenti degli istituti comprensivi del capoluogo e i responsabili della sicurezza delle scuole.

«Domani (oggi per chi legge, ndc) si farà scuola normalmente. Continueremo ad effettuare prove di evacuazione negli istituti per "allenare" i ragazzi, affinché acquisiscano sempre più familiarità con i comportamenti da tenere in caso di ulteriori emergenze», ha dichiarato Brucchi al termine della riunione. Nessun vademecum generale dunque. La diversa condizione di ciascun istituto (per tipologia di edificio e di popolazione studentesca) e la mancanza, in molte scuole, dei documenti che attestano il grado di vulnerabilità sismica dell'edificio (le verifiche sono in corso d'opera) hanno indotto i presenti a mantenere un atteggiamento di prudenza, benchè nelle intenzioni iniziali ci fosse la volontà di trovare una risposta uniforme. Lo stesso presidente della Provincia Renzo Di Sabatino aveva dichiarato prima dell'incontro: «Ho sentito il sindaco, al termine della riunione vedremo cosa emergerà. Qualora vengano approvate delle condotte comuni, vedremo di estenderle anche agli istituti superiori».

L'amministrazione comunale ha spiegato in una nota diffusa poi: «La finalità dell'incontro è stata quella di analizzare quanto verificatosi in mattinata, dopo la scossa tellurica delle 9.28, e di individuare le modalità di comportamento in caso di analoghe situazioni future. I presenti hanno condiviso la necessità di incentivare interventi che accrescano la consapevolezza della particolarità della situazione, la quale richiede l'assunzione di atteggiamenti responsabili da parte di tutti coloro che operano nelle scuole. È stata inoltre sottolineata l'importanza di fronteggiare con criteri di generale uniformità le eventuali emergenze, non solo per le azioni da porre in essere nell'immediatezza dell'evento, ma anche per quelle inerenti le decisioni da assumere. Pertanto si è stabilito di continuare ad effettuare le già attivate prove di evacuazione in ciascun edificio scolastico, a scadenze regolari, ma con frequenza costante».

Emanuela Michini

©RIPRODUZIONE RISERVATA