Il Comune chiede soldi al Bim

26 Febbraio 2019

Serve un finanziamento di ventimila euro per la manutenzione

TERAMO. Per portare avanti il progetto generale di manutenzione straordinaria dell’intero parco fluviale, con lo sfalcio dell’erba, la sistemazione delle staccionate rotte e la sistemazione delle principali criticità, servono 20mila euro. Un finanziamento che il Comune di Teramo ha richiesto al Bim, con l’obiettivo di arrivare in primavera a consegnare ai cittadini un lungofiume più curato.
Ad annunciarlo l’assessore Valdo Di Bonaventura, con il Comune che intanto nei giorni scorsi ha dato il via ad alcuni lavori volti a ripristinare tratti della pista ciclabile nel parco del Tordino. Lavori che sono già a buon punto, con gli operai dell’ente all’opera nella zona tra il ponte a catena e lo svincolo del Lotto zero a Porta Romana, dove hanno rimosso il fango e stanno terminando di sistemare il fondo con il brecciolino. «Quel tratto stava diventando impraticabile», sottolinea l’assessore, «abbiamo quindi avviato dei lavori per sistemarlo in attesa di avere a disposizione i soldi per poter realizzare il progettino di manutenzione straordinaria su tutto il lungofiume. A questo riguardo abbiamo chiesto un finanziamento al Bim, in modo da poter procedere con i lavori in programma sistemando le staccionate rotte, le panchine e procedendo allo sfalcio dell’erba».
Le criticità del lungofiume, infatti, sono numerose, soprattutto per quanto concerne il tratto del parco del Vezzola, dove il maggior problema è rappresentato dalla scarsa l’illuminazione, che in alcune zone è addiritttura inesistente, con pali della luce rovinati, alcuni dei quali caduti per il degrado delle basi e mai sostituiti, e lampadine fulminate soprattutto nell’area a ridosso di ponte San Ferdinando. Una questione sulla quale l’assessore era già intervenuto, sottolineando come il problema sa legato al tipo di lampadine utilizzate, difficili da trovare. Un problema che l’amministrazione conta di risolvere con la seconda fase del progetto Paride. Ma questa è solo una delle criticità e l’amministrazione ne è consapevole. La soluzione, come ribadito ancora una volta da Di Bonaventura, potrebbe essere quella di dare in gestione a privati ed associazioni parti di lungofiume. Ma prima di fare la gara vanno affrontate diverse questioni. «La situazione è difficile», conclude, «anche perché c’è un unico dirigente per tutto l’ufficio tecnico e ci vuole tempo». (a.m.)