Il Comune diffida la Asl a riaprire il punto nascita

Atri, per il sindaco l’azienda sanitaria deve smettere di dire alle partorienti di rivolgersi ad altri ospedali: «Il 16 dicembre si pronuncerà il Tar»
ATRI. Sulla soppressione del punto nascita dell’ospedale il Comune di Atri non molla e lo scorso 5 novembre ha diffidato la Asl dall’intraprendere qualsiasi ulteriore iniziativa per disincentivare le partorienti a rivolgersi all’ospedale atriano. Secondo l’amministrazione comunale il punto nascita deve continuare a funzionare considerato che il Tar solo nell’udienza del 16 dicembre discuterà nel merito il ricorso contro il provvedimento di chiusura.
Nella diffida, firmata dal sindaco Gabriele Astolfi e dagli assessori ed inviata al governatore Luciano D’Alfonso e alla Asl di Teramo, si legge: «Con riferimento alla disattivazione attiva dal 1° novembre del punto nascita comunicatoci dall’Ausl di Teramo, nonostante le proteste sollevate dalla comunità locale abbiamo la consapevolezza che da tale data non è stato messo in funzione il servizio di trasporto (San Liberatore-Mazzini) che rappresentava il presupposto della decisione di smantellamento della struttura decisa dal presidente della Regione Abruzzo, in qualità di commissario. Tale decisione determinava la chiusura del punto nascite di Atri per omesso raggiungimento del limite numerico dei 500 parti nell’arco annuale (2013) ma, nel contempo, la rendeva operativa alla sola condizione che fossero funzionanti a regime sia l’ampliamento del reparto neonatale di Teramo, sia i servizi di trasporto che costituiscono l’asse portante di una operazione di politica sanitaria che le amministrazioni locali avevano denunciato ripetutamente come inqualificabile e lesiva».
Il Comune di Atri ritenendo che si fosse verificata la condizione per il mantenimento del punto nascita poiché nel 2014 sono stati effettuati 514 parti assistiti, ha presentato il ricorso al Tar Abruzzo contro la chiusura basandosi proprio sul superamento della soglia minima . «Preso atto che il Tar», si legge ancora nella diffida, «ha fissato la discussione di merito all’udienza del 16 dicembre, diffidiamo la Ausl a bloccare il processo di smantellamento e riattivare la funzionalità del reparto fino a pronunciamento del Tribunale, questo, per la salvaguardia e la sicurezza delle partorienti».
Martedì scorso tutta la maggioranza si era stretta attorno al primo cittadino (nonostante la sua convalescenza dovuta ad un intervento chirurgico) per decidere azioni dirette alla difesa del punto nascita. L’assessore Giammarco Marcone aveva evidenziato la mancanza del servizio di trasporto materno assistito e per le emergenze neonatali a causa delle quali sarebbe stata messa a rischio la sicurezza della partoriente e del nascituro. Sempre secondo Marcone «non sono mai state fornite delle ambulanze attrezzate come stabilito dal decreto del commissario D’Alfonso».
Domenico Forcella
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