Il Comune e i canoni demaniali: abbiamo pagato, è tutto a posto

18 Marzo 2021

I balneatori del Sib attaccano l’ente per le aree del lungomare destinate a parcheggi non gratuiti Il presidente Scilli: «Versata una minima parte». L’assessore Di Candido: «Per noi tutto regolare»

GIULIANOVA. Il Sindacato italiano balneari (Sib) accusa il Comune di aver pagato solo la metà del canone per le concessioni demaniali marittime in uso da anni allo stesso ente.
Ma il Comune replica sostenendo di aver pagato e che tutto è in regola. Domizio Scilli, presidente provinciale del sindacato dei balneari, torna a riaprire il caso parlando dei parcheggi a pagamento realizzati sul lungomare Zara, sul lungomare Spalato e lungomare Rodi. «È bene ricordare quanto comunicato dall’amministrazione comunale così come riportato nella comunicazione inviata alla giunta regionale e all’Agenzia del demanio il 30 maggio del 2011. Nella missiva del Comune viene specificato che tra le diverse aree a parcheggio interessate al provvedimento citato, alcune ricadono all’interno della fascia di demanio marittimo (lungomare Zara, lungomare Spalato e lungomare Rodi) attualmente ricomprese nelle concessioni demaniali in titolo al Comune di Giulianova e per i quali vengono regolarmente versati i relativi canoni demaniali con le agevolazioni previste per legge. Tali agevolazioni (riduzione del canone in misura del 90%, dalla data di istituzione del servizio, verranno meno in quanto l’utilizzo dei parcheggi, benchè rimangano le finalità pubbliche, porteranno lucro alle entrate comunali».
Secondo Scilli, dalla determina dirigenziale del 30 settembre 2019, balza evidente che il Comune ha sempre versato il canone demaniale in forma ridotta per quelle aree utilizzate per parcheggi a pagamento o rilasciato autorizzazioni per occupazione temporanea di aree demaniali come accaduto per piazza del Mare. Conclude Scilli: «È di tutta evidenza che in questo caso si possa dire, con l’assoluta certezza, che il Comune di Giulianova ha utilizzato i beni del demanio marittimo in difformità rispetto al titolo di concessione e, pertanto, secondo le norme in vigore, i canoni devono essere adeguati nella misura pari a quella che sarebbe derivata dall’applicazione del decreto dei canoni, maggiorate rispettivamente del 200% e del 100%, a partire dall’anno 2011». Da quando in pratica è stato avviato il servizio dei parcheggi a pagamento. Dall’amministrazione comunale così replica l’assessore al demanio Giampiero Di Candido: «L’affermazione del sindacato non trova riscontro nelle nostre evidenze. Gli uffici da tempo effettuano calcoli separati distinguendo le aree dove si svolgono attività di lucro da quelle destinate all’uso quotidiano pubblico. E i versamenti dovuti sono stati effettuati tenendo presente le diversificazioni di utilizzo».
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