Il Comune evade il pagamento su sei concessioni demaniali

ROSETO. Nessuna imposta pagata, dal 2016 al 2019, su sei concessioni demaniali asservite al Comune di Roseto, e ora l’ente è costretto a sborsare ben 57.394 euro per gli arretrati. E’ quanto scritto...
ROSETO. Nessuna imposta pagata, dal 2016 al 2019, su sei concessioni demaniali asservite al Comune di Roseto, e ora l’ente è costretto a sborsare ben 57.394 euro per gli arretrati. E’ quanto scritto nella determina 227 del 26 settembre 2019, firmata dal dirigente Paolo Bracciali, una somma che il Comune potrà rateizzare e versare alla direzione della Regione dell’Agenzia delle entrate e, per il canone demaniale marittimo per il 2019, l’importo da pagare è di 15.591 euro.
Il Comune di Roseto, infatti, dispone di sei concessioni demaniali marittime, sulle quali deve essere pagata la tassa di concessione, inerenti diverse opere pubbliche come l’intubamento del fosso dell’Accolle, il mantenimento e ampliamento del lungomare centrale con accessi sull’arenile, l’occupazione dell’area demaniale marittima per la realizzazione di uno scarico di acque piovane proveniente da piazza Marco Polo, l’occupazione di suolo demaniale marittimo con verde pubblico a sud, l’occupazione di suolo demaniale marittimo per la realizzazione della passeggiata sul lungomare e verde pubblico, e l’occupazione dell’area demaniale per la realizzazione della pista ciclabile e pedonale. L’Agenzia del demanio ha scritto una lettera al Comune di Roseto nella quale si precisa che «fino al 2015 questo ente ha sempre versato le somme dovute e che, a partire dal 2016 a seguire, il Comune di Roseto non ha più corrisposto il pagamento dei canoni demaniali relativi alle sei aree, a cui va aggiunta la relativa imposta regionale, 2% dell’importo di ciascun canone, perché le aree in questione hanno ormai subito un mutamento irreversibile, avendo perso qualsiasi funzione attinente gli usi del mare».
Il sindaco Sabatino Di Girolamo, interpellato nel merito, ha dichiarato di «non essere bene informato su questa storia, ma se si deve pagare è giusto che si paghi». (l.v.)
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