Il Comune fa marcia indietro, la pista ciclabile resta dov’è

TORTORETO. Passo indietro dell’amministrazione comunale di Tortoreto sulla pista ciclabile di via D’Annunzio: il progetto sarà stravolto per salvare i parcheggi per le auto. Scoppia la pace, quindi,...
TORTORETO. Passo indietro dell’amministrazione comunale di Tortoreto sulla pista ciclabile di via D’Annunzio: il progetto sarà stravolto per salvare i parcheggi per le auto. Scoppia la pace, quindi, tra amministrazione Piccioni, residenti della zona e soprattutto gli esercenti ribelli, che presagivano la fine del commercio nella via nei mesi invernali a causa dell’assenza totale di un’area di sosta.
Come emerso in un incontro dei giorni scorsi tra tutte le parti in causa, infatti, non sarà realizzata una nuova pista ciclabile nel lato nord-est di via D’Annunzio al posto dei parcheggi, ma l’intervento comunale sarà limitato a una messa in sicurezza dell’esistente pista ciclo-pedonale del lato sud-est, soprattutto attraverso l’installazione di cordoli separatori con la carreggiata stradale. Se da una parte la decisione ricuce i rapporti tra amministrazione Piccioni e via D’Annunzio, dall’altra segna un passo indietro politico eclatante. Nel pieno della bufera tra Comune e commercianti, infatti, persino la Fiab, la Federazione italiana amici della bicicletta che assegna la bandiera gialla ai Comuni ciclabili, aveva preso posizione apertamente e pubblicamente al fianco del Comune attraverso un comunicato di plauso dell’opera, schierandosi contro la protesta.
Non è un caso, quindi, che si registri già il primo intervento dalle opposizioni politiche, nel tentativo di far risaltare l’imbarazzo politico. A parlare è il capogruppo di Obiettivo Tortoreto Domenico Di Matteo il quale, da sindaco, fu proprio il fautore del senso unico di marcia in via D’Annunzio e della realizzazione della pista pedonale:«La decisione iniziale di togliere i parcheggi ci aveva lasciati increduli: si producevano forti disagi per i cittadini e danni alle attività commerciali, per una nuova pista ciclabile senza senso che si sarebbe estesa per poche decine di metri fino ad interrompersi bruscamente al primo incrocio e al sottopasso ferroviario. Le contestazioni erano sacrosante. Prendiamo quindi atto dell’inversione di marcia dell’amministrazione, che ora valorizzerà un impianto stradale creato dall’amministrazione Di Matteo e allora fortemente criticata dal centrodestra». (l.t.)
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