Il Comune lancia l’allarme: «A rischio endoscopia urologica»

9 Gennaio 2015

Il sindaco Mastromauro e il presidente della commissione sanità Ragni si dicono pronti alla protesta «Non tollereremo più tagli all’ospedale, il presidente D’Alfonso aveva promesso di potenziarlo»

GIULIANOVA. Il sindaco Francesco Mastromauro e il presidente della commissione sanità del Comune di Giulianova Luigi Ragni intervengono sull’ipotesi di chiusura dell’unità semplice di endoscopia urologica, ipotesi che, da qualche tempo, circola negli ambienti Asl.

I due, però, nel caso questa possibilità diventi realtà, promettono battaglia al governatore Luciano D’Alfonso che, nel corso della sua visita a ottobre, si mostrò attento alle problematiche e intenzionato a dare nuova linfa all’ospedale giuliese. «Giulianova si è veramente stancata e non tollererà più tagli», interviene risoluto Mastromauro, «Nel 2005, dopo 32 anni di funzionamento, chiuse il reparto di urologia. Ora si andrebbe addirittura ad eliminare persino ciò che è rimasto». Il sindaco ricorda appunto la visita del governatore D’Alfonso all’ospedale di Giulianova, lo scorso 24 ottobre, quando promise di potenziare la struttura sanitaria. «D’Alfonso», prosegue il primo cittadino, pronto a scendere in campo in caso le promesse non vengano mantenute, «promise pubblicamente di recepire le istanze del territorio e le proposte per l’efficiente funzionamento del Maria Santissima dello Splendore. Su questo si sta impegnando la speciale commissione sanità, che oltretutto ha anche coinvolto i referenti dei Comuni che fanno riferimento alla struttura giuliese».

Anche Ragni, promotore di una serie di riunioni della commissione svolte direttamente in ospedale e alla quale ha dato contributi anche il personale sanitario, non si tira indietro. «Da novembre», commenta, «la commissione si è riunita e continuerà a farlo per approntare un piano dettagliato che, nella prossima riunione, avrà anche i contributi qualificati del personale sanitario. E ciò perché non vogliamo improvvisare nulla. Se però già si profilano tagli e chiusure, mi chiedo che significato abbia il lavoro serio e meticoloso che ci sta impegnando. E mi chiedo anche che senso abbia la promessa fatta dal governatore».

Il problema che, da molto tempi attanaglia l’ospedale giuliese, è la mancanza di personale. I medici e gli infermieri che vi lavorano, infatti, sono gli stessi di 20 anni fa. Non essendoci nuova forza lavoro, molti reparti sono costretti quindi a chiudere, ma il risultato è che il Maria Santissima dello Splendore, da un polo principale qual era, è stato smembrato nel corso degli anni. «O davvero c’è la volontà di potenziare e non declassare ulteriormente l’ospedale», concludono Mastromauro e Ragni, «e allora ciò che stiamo facendo servirà. Oppure, e davvero sarebbe una grande delusione, si è trattato solo di espressioni e promesse in libera uscita. In questo secondo caso siamo pronti a scendere in campo anche con iniziative forti».

Margherita Totaro

©RIPRODUZIONE RISERVATA