Il Comune lascia i vigili senza rinforzi

La domanda per attingere dal personale in mobilità della Provincia non è mai stata presentata e il tempo è scaduto
TERAMO. I vigili sono al lumicino, ma il Comune, a differenza di come aveva annunciato e promesso,non chiede rinforzi. E’ quanto trapela dagli uffici della Provincia che confermano il fatto che dal Comune non è arrivata alcuna richiesta per rimpolpare l’organico della polizia municipale che insieme a comandante e vice comandante arriva a 30 unità.
Un po’ pochino visto che il fabbisogno di un comune esteso come quello di Teramo sarebbe di 70 unità. Il sindaco Maurizio Brucchi, conclusa la misurazione dei carichi di lavoro, a febbraio si era dichiarato pronto al varo della pianta organica. Per il sindaco questa operazione sarebbe dovuta andare di pari passo con la pubblicazione da parte del Governo di una piattaforma telematica dove andavano indicati gli esuberi delle Province ripartiti per quei settori svuotati dopo la riforma Delrio. Brucchi si era dichiarato pronto a coprire il fabbisogno con il personale in mobilità del corpo della polizia provinciale, eppure a mesi da quell’annuncio, il personale dei vigili è rimasto invariato. «La piattaforma è stata aperta», spiegano dagli uffici della Provincia, «ma dal Comune di Teramo non ci sono arrivate richieste».
Il punto è che non ci sarà nemmeno la possibilità di rimediare visto che nel frattempo la piattaforma è stata chiusa e le belle intenzioni potrebbero rimanere al palo insieme alle procedure concorsuali bloccate dalla riforma Madia fino al 2018. Il comandante dei vigili di Teramo Franco Zaina, chiamato a rispondere sulle difficoltà del comando, ha scattato una fotografia che nella più rosea delle previsioni vede a disposizione appena due pattuglie sul territorio. Al momento, oltre a Zaina e al vice-comandante Saverio Finocchi, il personale è attualmente sprovvisto di tre vigili per problemi di malattia e infortuni.
Il carico di lavoro si è ulteriormente aggravato negli ultimi mesi a causa della realizzazione delle nuove rotonde che hanno imposto la presenza degli agenti sul posto per disciplinare le incertezze del traffico a ridosso dei nuovi manufatti.
«La situazione adesso è notevolmente migliorata», spiega Zaina, «poichè gli automobilisti si sono abituati alle nuove rotonde, ma non riusciamo comunque a tirare il fiato perchè si è aggiunto il problema del terremoto». Zaina spiega infatti che dopo il sisma del 24 agosto il comando è subissato di richieste da parte dei presidi che chiedono la disponibilità degli agenti per allestire le prove di evacuazione per gli studenti. Difficile in questa situazione essere in grado di mettere fine alla sosta selvaggia dilagante.
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