Il Comune: «Pronti ad attivare la stazione per le biciclette»

L’assessore Di Giovanni: «Il progetto MoveTe è bloccato perché non arrivano i finanziamenti previsti ma se la situazione non si sbloccherà a breve procederemo ad avviare una gestione autonoma»
SILVI. Il Comune di Silvi si dice pronto a far partire autonomamente la velostazione (stazione per biciclette) realizzata a fianco alla stazione ferroviaria, inaugurata in pompa magna nel dicembre del 2020 alla presenza del governatore Marco Marsilio ma mai resa funzionante. Così come il suo predecessore, l’assessore Pamela Giancola che mesi fa si era detta pronta a bypassare lo stallo del progetto denominato MoveTe – teso a incentivare la mobilità sostenibile in diversi comuni teramani – attraverso una gestione in automazione del servizio, anche il neoassessore ai lavori pubblici Giuseppina Di Giovanni intende perseguire un’identica via.
Ieri Di Giovanni ha fatto così il punto sull’iter del progetto MoveTe: «A quanto sembra, il previsto co-finanziamento del ministero dell’Ambiente, per un importo di 960mila euro, e la quota di cui la Regione Abruzzo si era fatta carico per circa 400mila euro, per ragioni a noi sconosciute non sono stati ancora assegnati. Questa circostanza ha ovviamente bloccato tutto. Nonostante ciò l’amministrazione comunale ha stabilito, laddove la situazione non si dovesse sbloccare in tempi brevissimi, di utilizzare direttamente la struttura, con le finalità previste nel “MoveTe”, scegliendo una forma di gestione che comunque garantisca la nostra città».
In una nota del Comune traspare un senso di amarezza per come sono andate le cose: «Nessuno avrebbe potuto mai immaginare che, a due anni di distanza dall’inaugurazione a Silvi della prima velostazione d’Abruzzo, l’ambizioso e avveniristico progetto MoveTe, ideato, progettato e curato dall’azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) di Teramo, sarebbe rimasto insabbiato». «In realtà», ha fatto notare l’assessore Di Giovanni, «noi per opera dell’allora assessore Giancola riuscimmo a rientrare dalla finestra nel progetto promosso dall’Adsu, dopo che la gestione amministrativa precedente aveva ritenuto di non aderire all’iniziativa. Tra le condizioni poste dall’Adsu per la riammissione, vi era proprio quella che il Comune di Silvi realizzasse a sue spese in tempi brevi la prima velostazione della rete provinciale che, nelle intenzioni dei promotori del progetto, avrebbe dovuto fare da apripista per gli altri 10 Comuni coinvolti. La struttura di Silvi serviva all’Adsu anche per mostrare il concreto avvio dell’attuazione del progetto generale al ministero dell’Ambiente, cofinanziatore insieme a Regione Abruzzo, Tua e altri soggetti pubblici e privati».
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