Il Comune scrive alla Ruzzo Reti: «Sistemate la strada»

Dopo i lavori nel borgo di Montepagano per le perdite d’acqua Tacchetti: «Intervento finito, ma ora rifate la pavimentazione»
ROSETO. «La Ruzzo Reti, a fine lavori, dovrà ripristinare in maniera precisa e puntuale lo stato dei luoghi. Il Comune ha sollecitato l’ente con una lettera». Lo ha detto il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Simone Tacchetti nel consiglio comunale di lunedì in merito ai lavori iniziati un mese fa nel centro storico di Montepagano per risolvere la grave perdita d’acqua che interessa parte dello storico borgo. La situazione era stata portata all’attenzione alcuni giorni fa da un video del giornalista Enzo Santarelli, e ripresa in consiglio da Enio Pavone, Rosaria Ciancaione e Angelo Marcone (quest’ultimo ha fatto anche un accesso agli atti) che hanno chiesto chiarimenti sullo stato dei lavori, sui tempi dell’intervento e sulla sicurezza del ripristino della pavimentazione. Per effettuare l'intervento sulle fognature e le condotte delle acque bianche, infatti, la Ruzzo reti ha dovuto scavare la parte centrale del corso Santa Maria della Misericordia per circa 100 metri, dal belvedere di Porta da Piedi fino alla chiesa Santissima Annunziata. Alcuni cittadini si sono allarmati per la poca comunicazione iniziale di questo intervento e perché si interveniva nel centro storico di Montepagano, lo storico borgo di Roseto.
Il consigliere Simone Aloisi, in un successivo intervento, ha spiegato nel dettaglio i lavori e la loro necessità. «Dopo i lavori nella parte sottostante al belvedere di Porta da Piedi», precisa Aloisi, «è iniziata una perdita d’acqua consistente, che ha preoccupato tutti i cittadini e così ci siamo attivati per sollecitare la Ruzzo Reti a verificare la perdita». C’è stato un primo intervento sulla fognatura, ma una volta riparata l’acqua continuava ad uscire, e allora la Ruzzo si è resa conto che c’era una rottura della conduttura. «Il canale passa proprio sotto la parte centrale del corso, che negli anni ’90 fu ristrutturato con il cotto», aggiunge Aloisi, «io vorrei conoscere il nome, politico e tecnico, che ha deciso quell’intervento che ha distrutto i sanpietrini, un intervento tra l’altro maldigerito dai paganesi. In quell’occasione dovevano essere realizzati anche i lavori per i sottoservizi, ma non furono fatti».
È chiaro che ci sono difficoltà e disagi per i residenti perché è un intervento invasivo, ma necessario per risolvere definitivamente il problema. «Era un’opera attesa da 30 anni», continua Aloisi, «inizialmente l’intervento era previsto ad agosto, ma noi abbiamo preferito spingere per farlo ora. Sono state trovate circa sette perdite. È chiaro che vigileremo affinché venga ripristinato lo stato dei luoghi».
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