Il Comune “sfratta” le barche: via dalla spiaggia entro sabato

15 Luglio 2015

Roseto, ultimatum a pescatori e proprietari dei piccoli natanti portati in secca negli alaggi ma scatta la protesta: «Nessuno ci ha consultato e ora per noi sarà ancora più difficile lavorare»

ROSETO. Cinque giorni di tempo per togliere le barche dalla spiaggia. Anzi, oggi di giorni ne restano tre, visto che il cartello con su attaccata l’ordinanza è stato affisso lunedì. È l’ultimatum lanciato dal Comune di Roseto - tramite il comandante della polizia municipale Berardo D’Emilio - a tutti i possessori dei natanti tirati a riva sull’arenile rosetano, i quali devono portare altrove le proprie imbarcazioni, altrimenti sarà lo stesso Comune a provvedere alla rimozione. Si tratta per lo più di piccole imbarcazioni, utilizzate soprattutto d’estate da rosetani appassionati del mare, anche se non mancano barche di pescatori di dimensioni limitate.

La decisione del Comune ha creato molto malumore tra i diretti interessati, anche se l’ordinanza risale al marzo scorso ed è direttamente collegata al nuovo piano spiaggia, che prevede l’eliminazione degli alaggi nella zona centrale dell’arenile rosetano, che erano stati tutti ricavati su tratti di spiaggia libera, che verranno ora affidati ai concessionari confinanti. «Quando si è iniziato a impostare il nuovo piano spiaggia noi non siamo stati interpellati», svela uno dei pescatori sfrattati che ha la barca nell’alaggio di fronte alla pineta Savini, a Roseto nord, «perché altrimenti in quella occasione avremmo potuto far valere le nostre ragioni, ma quella principale è che così facendo ci rendono ancora più difficoltoso lavorare». «L’alternativa è di spostare la barca a Cologna, dove c’è un altro alaggio», interviene un altro dei pescatori, «ma così facendo aumenterebbe il rischio di atti vandalici nei confronti delle nostre imbarcazioni, come ci è già capitato in altre occasioni, nonostante nell’attuale rimessaggio sia più facile effettuare controlli». Tra gli sfrattati ci sono anche dei diportisti. «Sono più di 50 anni che ho la barca qui», dice infatti Francesco De Luca, la cui imbarcazione si trova nell’alaggio tra gli stabilimenti Papenoo e Rosa dei venti, «e oggi mi si dice che devo andar via, senza spiegarmene la ragione. Io credo che avere la possibilità di portare l’imbarcazione sulla spiaggia sia un servizio importante anche per i turisti». Intanto diportisti e pescatori che entro sabato dovranno spostare le proprie barche hanno annunciato di voler dare vita a una petizione per cercare di convincere l’amministrazione comunale a tornare sui propri passi. «Il Comune ha regolamentato con il piano spiaggia l’abbandono selvaggio delle barche lungo la spiaggia», è il commento di Bruno Pierandozzi, balneatore, «evidentemente a qualcuno questo non va bene, ma non si può pretendere di avere la barca sotto casa. Tra l’altro ce ne sono molte abbandonate da anni, il che non è certo un bello spettacolo. Anche i pescatori, poi, si devono adeguare».

Federico Centola

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