Il Comune si affida ai ricercatori del Cnr

Il sindaco: «Nuovi approfondimenti tecnici, poi decideremo quali plessi tenere chiusi»
TERAMO. Avanti con ulteriori verifiche. L'anno scolastico è ormai alle porte e il Comune concentra l'attenzione sulle sei scuole che rischiano di non riaprire i battenti l'11 settembre. Sarà affidata al Cnr la validazione, prevista dalla procedura, degli indici di vulnerabilità degli edifici scolastici sottoposti ai controlli nelle settimane scorse. All'ente nazionale di ricerca verrà chiesto di partire proprio dalle sei strutture risultate con un grado di resistenza sismica inferiore a 0.2 . La validazione, che sarà successivamente estesa a tutti gli indici, servirà a confermare o modificare i dati raccolti dai tecnici impegnati nelle verifiche. Per tutte le scuole, inoltre, sono stati disposti approfondimenti. «Abbiamo attivato il terzo livello di verifiche, quello più elevato», conferma il sindaco Maurizio Brucchi, «per avere ulteriori elementi sullo stato degli edifici». Anche in questo caso la priorità è stata indicata per le strutture che, dai primi controlli, sono state classificate come più vulnerabili. «I risultati saranno pronti già per la prossima settimana», annuncia il primo cittadino, «ma ai tecnici abbiamo anche chiesto di valutare se è possibile sottoporre gli immobili a interventi di miglioramento sismico, quale grado di resistenza si può raggiungere e quanto costeranno i lavori». Alla luce di queste informazioni, dunque, l'amministrazione deciderà quali scuole eventualmente tenere chiuse. «Al momento non ci sono scelte già fatte in questo senso», ribadisce il primo cittadino, «ma l'obiettivo resta di far tornare a scuola tutti gli studenti fin dal primo giorno di lezioni, evitando i doppi turni». Per questo il primo cittadino punta sulle aule in esubero messe a disposizione dai dirigenti scolastici, dall'università e dalla Provincia per gli istituti superiori, dove accogliere i ragazzi che tra un mese non potranno rientrare negli edifici meno sicuri. Nel frattempo partirà la procedura per l'installazione dei Musp che dovrebbero essere operativi nel giro di sei mesi. Dagli ulteriori accertamenti tecnici sulle scuole, però, l'amministrazione conta di trarre indicazioni per miglioramenti sismici da avviare con proprie risorse. «Il piano del governo è pluriennale e non partirà prima di gennaio», ricorda Brucchi, «e dunque valuteremo interventi sulle strutture di cui può essere accresciuta la sicurezza». (g.d.m.)
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