Il Comune si riprende piazza Dante

22 Maggio 2019

La società che gestisce il parcheggio chiede un’altra proroga di 10 anni ma il sindaco dice di no: «Adesso decidiamo noi»

TERAMO . Scatta l’ultimatum per il parcheggio di piazza Dante. A dettarlo è il sindaco Gianguido D’Alberto che impone vincoli stringenti alla società che gestisce sia il parcheggio sotterraneo che quello in superficie. Entro venti giorni il gestore dovrà presentare un nuovo piano economico e finanziario, altrimenti sarà l’amministrazione a ricalcolare gli introiti derivanti dallo sfruttamento della struttura e della piazza, adottando i provvedimenti conseguenti. L’iniziativa è finalizzata, secondo il primo cittadino, a riprendere il «governo» dell’area in superficie dopo anni di proroghe dell’assegnazione alla società che controlla la sosta a pagamento. Piazza Dante avrebbe dovuto essere riconsegnata al Comune e pedonalizzata già nel 2011, in attuazione dell’accordo di programma con la cordata di imprese che realizzò il parcheggio sotterraneo. La necessità di compensare i mancati incassi dovuti a problematiche impreviste fatte rilevare dai costruttori ha comportato la destinazione a parcheggio anche dell’area in superficie fino al riequilibrio economico dell’intervento. Sulla base di questa esigenza le passate amministrazioni hanno concesso alla società proroghe l’ultima delle quali risale al 2013.
«Adesso siamo noi che vogliamo determinare il rapporto con il privato», sottolinea il sindaco, «perché non è possibile che una piazza così importante sia lasciata completamente senza il controllo pubblico, come accade da anni». D’Alberto fa rilevare che si tratta di un’eredità pesante ricevuta dal passato, «una situazione di grave, oggettiva difficoltà, causata da una serie di errori, sfociati poi nel contenzioso ancora aperto». L’amministrazione, dunque, ha chiesto alla società un piano economico e finanziario che metta in luce gli introiti derivati dagli stalli di piazza Dante e i tempi di riconsegna della piazza. Per il gestore servirebbero altri dieci anni per pareggiare i conti ma il sindaco, con il conforto del parere degli uffici, ha contestato i dati a supporto della proposta.
Da questa premessa, dunque, è scaturito l’ultimatum che impone al privato di elaborare entro i prossimi venti giorni un piano che preveda anche la riduzione del numero degli stalli in piazza e la riqualificazione della parte che tornerà a disposizione dei pedoni. Il parcheggio in superficie, insomma, potrebbe non sparire del tutto e restare alla società, sebbene ridotto, qualora «ne sussistano condizioni che soddisfino entrambe le parti». D’Alberto fa notare che finora il Comune «ha sempre giocato di rimessa, restando in attesa delle proposte del gestore». Questa tendenza va invertita. «L’amministrazione deve riprendere il ruolo di guida e di controllo di una situazione sfuggita di mano», sottolinea il primo cittadino che annuncia anche l’intenzione di avviare «un percorso partecipativo per la rimodulazione dello spazio» e sviluppare un dialogo con l’Asp1, azienda pubblica proprietaria dei giardini dell’ex Regina Margherita «nell’ottica di una loro disponibilità condivisa e con il coinvolgimento di residenti, commercianti e associazioni». D'Alberto e l’assessore al governo della città Stefania Di Padova, dunque, hanno avviato la procedura per riprendre il controllo di piazza Dante. «Auspichiamo in ogni caso la massima collaborazione», conclude il sindaco, «unica modalità per giungere al reciproco raggiungimento degli obiettivi».
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