Il Comune spegne la musica al Manakara

Tortoreto, licenza sospesa 15 giorni per sforamento degli orari. Il locale: «Ordinanza infondata, è una persecuzione»
TORTORETO. Stangata del Comune di Tortoreto al Manakara: stop alla musica per 15 giorni, che mette a rischio gli eventi clou della stagione, dalla serata di domani con il fenomeno social Gianluca Vacchi come ospite, al tradizionale Toga Party di Ferragosto e non solo. L’ordinanza di sospensione temporanea della licenza musicale, firmata dal comandante della polizia municipale Sabrina Polletta, è stata notificata martedì, poche ore dopo la sentenza del Tar che annullava un’altra ordinanza del Comune del 2016 del tutto simile a quella nuovamente inflitta al Manakara dallo stesso funzionario. Alla base di entrambe le ordinanze ci sono almeno due sanzioni (in questo ultimo caso una a giugno e l’altra a luglio) per sforamento dei limiti orari per la diffusione musicale indicati nel regolamento sulla movida approvato nel 2016 dal commissario prefettizio Francesco Tarricone.
Il legale del Manakara, l’avvocato Fabrizio Antenucci, che parla di «guerra totale senza esclusione di colpi», ha già annunciato un immediato ricorso al Tar contro la nuova ordinanza, ma i tempi sono strettissimi: difficile che anche una sospensiva dell’atto possa arrivare entro la serata di venerdì con Vacchi, fatto che costringe la proprietà del locale a valutare un piano B, come lo spostamento degli eventi a rischio in altri locali della zona. Oppure, tra le ipotesi al vaglio, non viene esplicitamente esclusa quella che prevede il mancato rispetto dell’ordinanza di stop: possibilità rischiosa, ma che non rappresenta una novità, visto che anche nel 2016 il Manakara decise di tenere accese le casse e ignorare l’ordinanza. In quel caso la discoteca aveva dalla sua un appiglio legale fortissimo: la pubblicazione tardiva sull’albo pretorio comunale del regolamento firmato dal commissario, arrivata solo successivamente alle sanzioni inflitte al locale, cosa che ha permesso ai legali della discoteca di vincere il ricorso al Tar definitivo un anno dopo. Questa volta, invece, la strategia legale sarà giocoforza diversa. La spiega lo stesso Antenucci: «L’ordinanza di stop è intempestiva, perché le due asserite violazioni (in cui i carabinieri hanno riscontrato solo musica di sottofondo) non sono definitive, dato che il locale ha trenta giorni di tempo, non ancora scaduti, per inviare note al sindaco e chiederne l’archiviazione». Poi, il legale torna ad attaccare il comandante dei vigili urbani: «L’ordinanza è quindi infondata e il Manakara subisce una persecuzione. Indagherà anche la Procura, viste le denunce presentate. Il locale prima o poi sarà risarcito per questo». Il dato oggettivo, ad ogni modo, è che davvero tra locale e polizia municipale è in atto una guerra, combattuta da anni nelle aule di tribunale con diversi contenziosi. E il tema investirà per forza di cose la nuova amministrazione comunale del sindaco Domenico Piccioni, che dovrà mettere mano al regolamento, cercando un punto di equilibrio tra gli interessi dei locali, in special modo di quelli con licenza da discoteca, oltre alla volontà dei giovani, e i residenti che lamentano la movida molesta.
Luca Tomassoni
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