Il Comune: stop alla fusione della Camera di commercio

TERAMO. La battaglia a difesa della Camera di commercio di Teramo approda in consiglio comunale e lo fa con un ordine del giorno, presentato dalla maggioranza attraverso il consigliere Andrea Core,...
TERAMO. La battaglia a difesa della Camera di commercio di Teramo approda in consiglio comunale e lo fa con un ordine del giorno, presentato dalla maggioranza attraverso il consigliere Andrea Core, che sarà discusso nella prossima seduta e con cui si impegnano sindaco e giunta a chiedere al Governo e al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio la sospensione del percorso di accorpamento degli enti camerali di Teramo e L’Aquila. Sospensione che, come chiede il documento, «deve essere finalizzata a ridiscutere l’impianto normativo, con specifica attenzione alle particolari caratteristiche morfologiche, economiche, sociali, produttive dei territori» delle due province, «rese ancora più problematiche a seguito delle calamità naturali che negli ultimi anni hanno colpito il nostro territorio».
Nel documento che sarà portato in consiglio, oltre ad evidenziare come la Camera di commercio di Teramo sia una delle istituzioni più antiche della provincia, viene anche ricordato come le strutture economico ed imprenditoriali dei due territori siano molto eterogenee e come la provincia di Teramo conti un numero di imprese ed addetti superiore a quella dell’Aquila. «Questa fusione è assolutamente inaccettabile», sottolinea il sindaco Gianguido D’Alberto, «perché costituisce un’operazione che va a sottrarre un presidio importante al nostro territorio. Non è una battaglia che serve per metterci la medaglietta o campanilistica, ma è finalizzata a conservare un presidio che va ben al di là delle funzioni che meramente svolge». Nei giorni scorsi a chiedere al consiglio comunale di approvare un apposito ordine del giorno erano stati i rappresentanti di Api e Aniem, che erano tornati a sollecitare lo stop alla fusione almeno in attesa che fosse fatta chiarezza sulla legge di riordino, anche sulla scorta delle ultime sentenze del Tar e del Consiglio di Stato.(a.m.)
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