Il Comune tenta di fermare la protesta degli studenti per i bus

L’amministrazione convoca la Baltour e l’Udu, che ha organizzato il sit-in in piazza di mercoledì Sul tavolo la possibile ristrutturazione dei percorsi esistenti in attesa dell’acquisto di nuovi mezzi
TERAMO. Il Comune convoca Baltour e Udu, l’unione degli studenti universitari, per sciogliere il nodo dei collegamenti tra la stazione ferroviaria e l’ateneo a Coste Sant’Agostino. Gli universitari hanno fatto sapere di non essere più disposti ad accettare annunci o impegni non risolutivi del problema, che dal punto di vista della società gestrice del trasporto pubblico non esiste, ma l’amministrazione tenterà l’ennesima mediazione all’inizio della settimana prossima. Lo farà nel tentativo di scongiurare la manifestazione di protesta indetta per mercoledì, davanti all’ufficio Baltour di piazza Garibaldi, dall’Udu.
Sul tavolo dell’ennesima trattativa saranno messe diverse soluzioni a breve e a lungo periodo destinate a potenziare o comunque rendere più consono alle esigenze manifestate degli studenti il trasporto pubblico verso il campus universitario. La soluzione più rapida, considerati i tempi tecnici che comunque non saranno immediati, è la ristrutturazione dei percorsi esistenti. In attesa dell’aumento del chilometraggio assegnato a Teramo per le linee bus, che passa attraverso una vertenza da aprire con la Regione, che regola il servizio, l’amministrazione cittadina punta a ridistribuire sul territorio la quota di cui dispone attualmente senza dunque affrontare aumenti di spesa ritenuti non sostenibili. «C’è un progetto di riorganizzazione dei tracciati», conferma l’assessore al governo del territorio Stefania Di Padova, «e il concessionario si è già detto disponibile a valutare questa possibile soluzione». La questione sarà approfondita nell’incontro con Agostino Ballone, presidente di Baltour, messo in calendario per lunedì. I rappresentanti degli studenti potrebbero essere chiamati a partecipare a quella riunione o a un confronto immediatamente successivo, quando saranno definiti gli elementi concreti di riorganizzazione delle linee.
Per un riassetto complessivo del servizio sarà necessario in ogni caso il varo del piano della mobilità urbana sostenibile a cui è legato anche l’impiego dei 3,6 milioni di euro recuperati dall’amministrazione e stanziati a suo tempo dall’Unione europea, tramite la Regione, per interventi in questo settore. In ballo, tra le altre cose, c’è l’acquisto da sei a nove autobus con motore diesel ‘euro 6’ a bassa emissione di gas di scarico, che servirebbero anche a migliorare i collegamenti con la sede dell’università. «In quel progetto è previsto un intervento specifico per la zona dell’ateneo», spiega il sindaco Gianguido D’Alberto, «per cui abbiamo diverse possibilità di risolvere il problema». Gli studenti, però, non si accontenteranno di promesse e ulteriori rinvii. Per scongiurare il sit in l’amministrazione, insomma, dovrà essere molto convincente.
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