Il Comune tenta di riaprire l’ufficio del giudice di pace

14 Aprile 2015

Servono 250mila euro all’anno: Mastromauro chiede la partecipazione dei Comuni vicini per dividere le spese

GIULIANOVA. Il giudice di pace potrebbe tornare a Giulianova, ma visti i costi che comporterebbe mantenere gli uffici (circa 250mila euro all’anno) il sindaco Francesco Mastromauro ha incontrato, giovedì scorso, il sindaco di Tortoreto Alessandra Lucia Richi, e alcuni avvocati giuliesi per vedere se c’è la possibilità di consorziarsi con altri enti per dividere le spese. «Entro il 31 luglio 2015», ha spiegato Mastromauro, «i Comuni, anche consorziati, possono fare richiesta di ottenere nuovamente il giudice di pace. Per questo, avevo rivolto l’invito a partecipare alla riunione di giovedì anche ai sindaci di Mosciano Sant’Angelo e Alba Adriatica, che però non sono potuti venire per impegni precedenti».

Lo scorso anno, in Abruzzo, dopo il decreto del ministro della giustizia Andrea Orlando, vennero chiusi 23 uffici uffici del giudice di pace su 30, ma adesso, il governo ha dato una nuova opportunità ai Comuni. All’incontro, hanno preso parte anche gli assessori, entrambi avvocati, Fabio Ruffini e Pierangelo Guidobaldi e alcuni consiglieri comunali, tra cui Federica Vasanella, capogruppo Pd e avvocato. «Come punto di partenza», ha continuato il sindaco, «c’è ovviamente la disponibilità dei vecchi uffici del giudice di pace all’ex tribunale. Il problema, però è che adesso i Comuni devono accollarsi tutte le spese di gestione e dunque l’idea era quella di costituire un consorzio per spalmare i costi».

L’ex tribunale è rimasto vuoto dopo la soppressione dell’ufficio del giudice di pace nel marzo dell’anno scorso, ma i locali accoglieranno, entro l’anno, alcuni degli uffici comunali sparsi per la città: Julia Reti, Julia Servizi (anche dopo la vendita il nuovo proprietario, se lo riterrà opportuno, potrà allocare gli uffici nell’ex tribunale), Ambito sociale Tordino, Ufficio Europa, avvocatura civica e Informagiovani (risparmiando circa 100mila euro dovuti per gli affitti). A queste si aggiungerà anche, trasferendola da Cologna Spiaggia, la sede dell’Unità territoriale per l’agricoltura della Regione, il Centro di educazione ambientale e le sedi dei comitati di quartiere Centro Storico e Paese, insieme con quelle di alcune associazioni. E, se l’accordo tra Comuni andrà in porto, anche il giudice di pace tornerà ad occupare i suoi spazi. In questi giorni, dunque, il dirigente Donato Simeone e l’assessore al bilancio Katia Verdecchia stanno verificando il costo economico effettivo per la gestione dell’ufficio e l’eventuale disponibilità di tale cifra nel bilancio comunale. Margherita Totaro

©RIPRODUZIONE RISERVATA