Il Comune trova casa nell’ex Banca d’Italia

18 Novembre 2016

Ospite per sei mesi grazie alla convenzione per l’uso dell’edificio di via Carducci Verifiche negli uffici lavori pubblici e urbanistica. Protezione civile in Provincia

TERAMO. Il Comune si trasferirà per sei mesi nell’ex Banca d’Italia. E’ questa la soluzione trovata dopo che la sede centrale di piazza Orsini è stata dichiarata inagibile dalla Protezione civile a causa dei danni provocati dal terremoto del 30 ottobre. Il trasferimento diventerà operativo con la firma di una convenzione tra il sindaco Maurizio Brucchi e il responsabile del patrimonio immobiliare della Banca d’Italia.

L’atto prevede, appunto, l’occupazione a titolo gratuito da parte dell’amministrazione cittadina dell’edificio di via Carducci per una durata di sei mesi rinnovabili per altri sei. A carico del Comune resteranno i lavori di adeguamento e riattivazione della struttura, inutilizzata da anni. «Non appena avremo sottoscritto l’accordo», sottolinea il primo cittadino, «avvieremo il trasloco e renderemo operativa la nuova sede». Nel palazzo di via Carducci, dunque, troveranno spazio l’ufficio del sindaco, quello del presidente del consiglio Milton Di Sabatino, l’assessorato alle finanze, la segreteria generale, la tesoreria e l’ufficio stampa. Il Ced, centro di elaborazione dati, sarà trasferito invece nell’ex Parco della scienza dove ci sono attrezzature tecnologiche adeguate per accogliere il sistema informatico attraverso il quale passa tutta l’attività dell’ente. Nello stesso complesso edilizio della Gammarana si riunirà il consiglio comunale utilizzando la sala conferenze che in questi giorni sta ospitando le assemblee dei genitori degli alunni di alcune scuole cittadine.

Sui tempi di messa in sicurezza del palazzo civico non ci sono ancora certezze, nonostante le scadenze indicate nella convenzione da sottoscrivere con la Banca d’Italia. «Contiamo di fare il prima possibile», tiene a precisare Brucchi, «aspettiamo che ci vengano riconsegnate le schede Aedes della Protezione civile e poi potremo pianificare l’intervento». Il sindaco punta a riaprire il municipio almeno in parte prima dei sei mesi indicati nell’intesa con la Banca d’Italia, ma non si sbilancia sull’eventuale durata dei lavori di ripristino. Esiste, comunque, un precedente legato al terremoto del 2009. Anche in quel caso la sala consiliare fu dichiarata inagibile e scatto il trasferimento al Parco della scienza. Non si trattò di un allontanamento breve dalla sede storica di piazza Orsini. Il consiglio comunale, infatti, continuò a riunirsi nella sala conferenze della Gammarana per un anno prima di poter rientrare alla base.

Ulteriori controlli sono proseguiti ieri su altri immobili di proprietà dell’ente. I tecnici della Protezione civile hanno verificato in particolare i locali che affacciano su piazza Martiri e nei quali sono ospitati l’ufficio tecnico e il settore urbanistico con i relativi assessorati. L’esito degli accertamenti saranno resi noti nei prossimi giorni, quando dalla Direzione centrale della Protezione civile arriveranno le eventuali prescrizioni basate sui dati raccolti. Sarà così anche per i cimiteri. Nel tardo pomeriggio di ieri i tecnici hanno avviato l’esame di quello di Cartecchio, il più lesionato dalla violenta scossa di quasi due settimane fa. L’area cimiteriale resta in gran parte chiusa ai visitatori a seguito delle prime verifiche fatte dal Comune. Analoghi provvedimenti sono stati adottati per i quindici cimiteri frazionali, la maggior parte dei quali risultano inaccessibili. Anche in questo caso sarà necessario attendere il responso definitivo da parte della Protezione civile nazionale per dare il via libera agli interventi di messa in sicurezza e ristrutturazione che comunque si annunciano lunghi e costosi. Al vaglio dei tecnici sono anche la sede centrale e gli uffici della Provincia. Le verifiche hanno riguardato l’edificio di via Milli dove sono ospitate la sala consiliare e l’ufficio del presidente Renzo Di Sabatino.

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