Il Comune valuta una stretta sulla movida

20 Ottobre 2020

In arrivo provvedimenti per vietare la musica dal vivo suonata all’esterno dei locali del centro

TERAMO. Nuova stretta sulla movida dopo l'ultimo decreto del presidente Conte. O almeno questa sembra la strada che il Comune di Teramo è intenzionato a seguire. Una stretta che non consisterà in ulteriori riduzioni di orario ma in interventi volti a chiarire cosa possono fare o meno gli esercizi di somministrazione come bar, locali, ristoranti, a partire dal divieto di intrattenimento musicale. D'altro canto a ridurre gli orari rispetto al precedente Dpcm, almeno per quei locali che fanno solo servizio in piedi e che adesso dovranno sospenderlo alle 18 invece che alle 21, è già intervenuto il decreto approvato domenica sera. Decreto che adesso dovrà essere declinato a livello locale, con l'amministrazione teramana intenzionata ad intervenire sui piccoli intrattenimenti musicali dal vivo che alcuni locali continuano ad assicurare ai propri clienti. «Stamattina (ieri, ndc) c'è stata una riunione con i dirigenti dei vari settori», ha detto l’assessore al commercio Antonio Filipponi, «per valutare eventuali provvedimenti alla luce del nuovo Dpcm. Ancora di più in questo momento dobbiamo svolgere un'azione di sicurezza sulle attività di somministrazione e di qualità del servizio», ha sottolineato l'assessore Filipponi, «a questo proposito stiamo lavorando sulle attività musicali all'esterno in quanto in questo ultimo fine settimana ci sono state diverse attività che hanno fatto musica all'esterno e sinceramente non ci sembra questo il momento di fare musica in questo modo. Vedremo quale strada seguire ma è un aspetto sul quale bisogna intervenire perché a fronte dello stop alle 18 del servizio in piedi eventuali intrattenimenti musicali rischiano di creare assembramenti». Ma il commercio non sarà il solo settore ad essere interessato da eventuali interventi. «Stiamo lavorando a provvedimenti che andranno a semplificare alcune situazioni che oggi sono poco chiare alla luce delle disposizioni del Dpcm», ha confermato il sindaco Gianguido D'Alberto, «dobbiamo capire anche come intervenire sullo smart working e sulle modalità di controllo e gestione della movida e stiamo cercando di farlo nel confronto con le diverse attività».
ROSETO. «Se avrò facoltà di farlo, alla luce del nuovo Dpcm non escludo di chiudere le piazze principali di Roseto e i luoghi critici dopo le 21. Valuterò le decisioni del governo in merito alle responsabilità, mi sentirò con la prefettura e solo dopo prenderò un provvedimento». È deciso il sindaco Sabatino Di Girolamo dopo l'ennesima domenica mattina con le piazze principali piene di bottiglie e bicchieri abbandonati, e alcune bottiglie anche rotte. L'inciviltà purtroppo è una dura piaga da combattere e, nonostante le telecamere presenti in alcuni punti, certe usanze non cambiano. L’abbandono di bottiglie, principalmente di birra, e di bicchieri di plastica mezzi pieni si concentra in piazza della Libertà, sul lato della collina dove non sono presenti telecamere, e in piazza Dante, dove c’è anche la casa del primo cittadino. «Io non ho più parole», continua il sindaco, «capisco che i giovani si debbano divertire, per carità, ma l’ambiente deve essere rispettato. I cestini ci sono nel centro cittadino, e basterebbe buttare le bottiglie e i bicchieri al loro interno». Il Comune ha chiesto alcuni giorni fa un finanziamento per installare ulteriori 90 telecamere sul territorio comunale, nelle zona sensibili e negli ingressi della città, a nord e a sud, e anche all’uscita dell’A14. «Sicuramente le telecamere potranno servire per evitare questi gesti di inciviltà», aggiunge Di Girolamo, «anche se a volte i giovani se ne fregano della presenza delle telecamere».
Alessia Marconi
Luca Venanzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.