Il Comune vuol chiedere al governo sei milioni

28 Luglio 2016

TERAMO. Il Comune vuole dal governo sei milioni di euro e per incassarli è pronto anche ad avviare azioni legali. La somma in questione, il cui calcolo esatto non è stato ancora fatto ma dovrebbe...

TERAMO. Il Comune vuole dal governo sei milioni di euro e per incassarli è pronto anche ad avviare azioni legali. La somma in questione, il cui calcolo esatto non è stato ancora fatto ma dovrebbe appunto assestarsi sui sei milioni, corrisponde all'ammontare dei tagli ai contributi statali dal 2013 ad oggi che l'amministrazione ritiene illegittimi e dunque da compensare con un maxi rimborso. Il convincimento dell'ente deriva da una recente sentenza della Corte costituzionale che, appunto, sancisce l'irregolarità delle sforbiciate ai trasferimenti economici agli enti locali decise dal governo Monti in poi.

«I tagli dovevano essere mirati, valutati caso per caso, e non lineari come invece è stato fatto», sottolinea il sindaco Maurizio Brucchi, «per cui risultano impropri e vanno almeno in parte annullati». Il Comune, dunque, rivolgerà un'istanza al governo in cui chiederà la restituzione delle somme che sarebbero state illegittimamente sottratte all'ente. «Leggeremo bene la sentenza, valutando con l'ufficio legale l'esigenza di farci assistere da un costituzionalista», sottolinea il primo cittadino, «e poi chiederemo la restituzione dei soldi».

La possibilità di ottenere il rimborso è emersa nel corso di un incontro a Roma per l'istituzione di un comitato nazionale di sindaci, al momento tutti del centrodestra, contrari alla riforma costituzionale. Brucchi ha aderito, insieme al collega teatino Umberto Di Primio, e rilancia le ragioni del no per il referendum di ottobre. «Questa riforma non produce un vero risparmio e ci riporta indietro di cinquant'anni», spiega, «cancellando il federalismo e l'autonomia degli enti locali per riproporre il centralismo statalista». (g.d.m.)

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