Il Comune vuole accelerare l’iter per l’autoporto
ROSETO. «Il discorso per riattivare l’iter dell’autoporto deve riprendere al più presto, dopo la stasi di circa un mese e mezzo a causa delle elezioni regionali». A dirlo è il sindaco Sabatino Di...
ROSETO. «Il discorso per riattivare l’iter dell’autoporto deve riprendere al più presto, dopo la stasi di circa un mese e mezzo a causa delle elezioni regionali». A dirlo è il sindaco Sabatino Di Girolamo, che vorrebbe accelerare le procedure per consentire così a diverse aziende di insediarsi nell’area dell’autoporto, una delle poche aree vicine ad una uscita dell’A14 nella quale non sono ancora presenti insediamenti industriali e che per tanti anni è rimasta quasi abbandonata.
Da due anni ormai il primo cittadino di Roseto parla di diverse aziende (circa 9, tra le quali Giaro componenti, Italtrasporti e Ambiente 2000) che avrebbero presentato richiesta per avere delle porzioni di terreno all’interno dell’autoporto, ma allo stato attuale è tutto fermo. Il problema principale, secondo il sindaco, è l’incongruenza tra le richieste delle aziende e la proposta della Regione. «La Regione propone una contratto di locazione per 30 anni», precisa Di Girolamo, «mentre le aziende vorrebbero comprare quelle aree. Sembra però che per motivi tecnici la Regione non possa mettere in vendita quei terreni ma solo darli in affitto, come emerso nella precedente consiliatura. Magari, ora che riuscirò a parlare con la nuova giunta, potrebbe cambiare idea e accogliere la volontà delle aziende, ma è tutto da vedere».
La Regione, adesso, dovrebbe dare attuazione alla legge che prevede il cambio di destinazione d’uso per l’autoporto da agricolo a industriale. L’unico atto concreto relativo alla struttura è rappresentato dall’approvazione l’8 febbraio, due giorni prima delle elezioni, in giunta regionale, della proposta di piano di sviluppo strategico Zes della Regione Abruzzo. Nella zona economica speciale rientreranno, oltre ai nove ettari dell’autoporto, anche i ventuno delle zone limitrofe già urbanizzate, con le nuove aziende, e anche le imprese già esistenti, che potranno avere delle agevolazioni. Nelle Zes le imprese che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti di natura incrementale, possono infatti usufruire di agevolazioni come un credito d’imposta nella misura massima del 20 per cento per le piccole imprese, del 15 per cento per le medie imprese e del 10 per cento per le grandi imprese, oltre ad agevolazioni sugli investimenti relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari e attrezzature varie.(l.v.)
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