Il Comune è sotto accusa «Bugie e inadempienze»

D’Alberto e Filipponi: gravissimi errori nella gestione del patrimonio edilizio Cardelli e D’Ignazio chiedono di realizzare subito più poli scolastici in legno
TERAMO. «I nodi purtroppo vengono al pettine». Superati i giorni della prima emergenza successiva al sisma l'opposizione rompe il silenzio e alla luce dei controlli della Protezione civile nazionale chiama in causa l'amministrazione cittadina per le «gravissime responsabilità nella gestione del patrimonio immobiliare scolastico».
A farlo sono Gianguido D'Alberto e Antonio Filipponi, capigruppo del Pd e di "Teramo cambia", che traggono spunto dalle inagibilità dichiarate per quattro scuole cittadine e dal trasferimento per precauzione degli alunni dell'asilo nido di via Diaz: un episodio che, secondo loro, «grida vendetta». I due consiglieri considerano vergognoso il fatto che non si ritenga sicura per i bambini una struttura «su cui solo un paio di mesi fa sono stati spesi ben 232mila euro per lavori di miglioramento sismico». Il trasferimento degli alunni in immobili non sottoposti alle certificazioni di resistenza ad eventuali scosse «è assurdo e dimostra il fallimento della politica scolastica del sindaco Maurizio Brucchi e dei principali attori del modello Teramo».
Altrettanto grave, a detta di Filipponi e D'Alberto, è l'inagibilità della scuola materna di via Tevere «sulla quale, per la stessa incapacità di pianificazione politica e amministrativa, non si è proceduto ai tanto sbandierati interventi di miglioramento sismico e consolidamento strutturale, anche qui per un importo di 230mila euro, che da programma dovevano essere completati per l’inizio di questo anno scolastico, come per la scuola Risorgimento». L'ultimo violento sciame sismico, secondo i due consiglieri, ha svelato le inadempienze dell'amministrazione che «soprattutto dopo il terremoto del 24 agosto ha avuto la grande, imperdonabile colpa di non parlare il linguaggio della verità».
Da questo deriverebbe la diffidenza dei cittadini, accentuata anche dalla mancata convocazione della commissione permanente la cui istituzione è stata sollecitata dall'opposizione per condividere i passi da compiere nella gestione di questa fase critica. In ballo, evidenziano D'Alberto e Filipponi, c'è anche l'adeguamento delle scuole alle norme antincendio che doveva essere concluso ad ottobre dell'anno scorso ma si trova ancora fermo agli studi di fattibilità.
A richiamare la necessità di «una prova di grande coraggio» da parte degli amministratori sono anche la consigliera comunale fuoriuscita dai 5 stelle Paola Cardelli e il consigliere regionale dell’Ncd Giorgio D'Ignazio. In una presa di posizione congiunta evidenziano che la questione non è «ripristinare al più presto la tanto agognata “normalità” riaprendo le scuole dopo frettolosi rabberciamenti dei danni più evidenti, bensì di trasferire tutti gli studenti presso strutture sismicamente sicure come l'università, il palazzetto dello sport e il parco della scienza, ricorrendo anche a tensostrutture, e nel frattempo attivarsi sinergicamente per l’individuazione di un progetto di sostituzione immediatamente cantierabile». Secondo loro la soluzione migliore sono le strutture in legno da riunire in due o più poli scolastici. Cardelli e D'Ignazio chiedono, dunque, a Comune, Provincia e Regione di attivare un «tavolo tecnico-politico permanente per la pianificazione dell’intervento pretendendo, anche con l’ausilio della cittadinanza, il finanziamento statale necessario». (g.d.m.)
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