Il consiglio comunale boccia il progetto del gasdotto

SANT’EGIDIO. Il consiglio comunale di Sant’Egidio dà parere sfavorevole al progetto del gasdotto di 75 chilometri “Cellino-Teramo-San Marco secondo tronco” che la società Gasdotti Italia vuole...
SANT’EGIDIO. Il consiglio comunale di Sant’Egidio dà parere sfavorevole al progetto del gasdotto di 75 chilometri “Cellino-Teramo-San Marco secondo tronco” che la società Gasdotti Italia vuole realizzare sul territorio. Il consesso civico, ieri mattina, ha rigettato il piano depositato in Comune.
Il sindaco Rando Angelini ha relazionato manifestando apertamente la propria contrarietà, facendosi interprete della volontà di tanti cittadini sulle cui proprietà passa la nuova traccia. Se Gasdotti Italia avesse utilizzato la traccia già esistente sotto cui passa l’altra rete del gas tuttora attiva (quella nuova di 20 pollici porta una pressione di 30 atmosfere) probabilmente non avrebbe sollevato le proteste e la serie di osservazioni depositate dai proprietari delle aree interessate dalla nuova infrastruttura. La traccia pianificata per il gasdotto prevede una fascia di rispetto di 12 metri. Il sindaco oggi porterà la delibera e le osservazioni al ministero dello sviluppo economico a Roma. La notizia della costruzione della nuova rete aveva incendiato la polemica a Sant’Egidio. In particolare erano i residenti a Villa Marchetti a contestare l’opera. Il gasdotto che interesserà la frazione santegidiese si snoda per circa due chilometri attraverso un percorso che bypassa la vecchia condotta del gas che dovrebbe venire dismessa. I proprietari dei terreni verrebbero espropriati, secondo quanto è dato sapere, per una fascia di rispetto di 12 metri per 12 lungo tutto il tracciato. L’opera è relativa all’interconnessione della rete di Snam Rete Gas di Sant’Elpidio a Mare con le aree a più alto sviluppo della provincia teramana ed il sud delle Marche. Va detto che il progetto ha superato la Via delle Regioni Marche e Abruzzo. Il metanodotto, in Abruzzo, interesserà i comuni di Teramo, Campli, Sant’Omero, Ancarano, Bellante, Civitella oltre a Sant’Egidio. Nelle Marche alcuni comuni dell’Ascolano e del Fermano. Secondo i ricorrenti verrebbe inferta una ferita al territorio ed alla proprietà delle aree che perderebbe valore. (a.d.p.)
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