Il Consiglio di Stato dà una mano al Coba

1 Febbraio 2018

Pagamento Tari, una sentenza che riguarda Castel Volturno accoglie le ragioni dei balneatori

GIULIANOVA. Una sentenza del Consiglio di Stato del 29 gennaio scorso, che riguarda il Comune di Castel Volturno, potrebbe scrivere una pagina fondamentale nella contrapposizione tra il Comune di Giulianova e il consorzio dei balneari Coba nella vicenda della raccolta differenziata autonoma dei rifiuti. Secondo i giudici di Palazzo Spada il Comune non può decidere né i presupposti dell’imposizione e neanche i requisiti per ottenere le esenzioni o le riduzioni previste dalla legge. «La fissazione di un limite massimo alla riduzione della tariffa altera il criterio di proporzionalità e non è quindi consentita»: così si legge nella sentenza che riguarda il contenzioso tra Assobalneari Campania e il Comune di Castel Volturno. La decisione dei giudici, immediatamente esecutiva, dichiara illegittimo l’articolo del regolamento comunale che fissa un limite massimo alla riduzione della tariffa. La sentenza è stata salutata con grande entusiasmo dai balneari del Coba, che in una conferenza stampa hanno voluto esprimere la loro soddisfazione perché di fatto spiana la strada al ricorso al Tar con cui i balneari giuliesi hanno impugnato il locale regolamento Tari. «Il nostro Comune ha deciso un massimo di sgravio del 50% sulla parte variabile dei rifiuti», dice Gabriele Albani, segretario del Coba, «e per effetto di questa sentenza ora dovrà prevedere uno sgravio che varia dai 450 ai 600 mila euro da mettere nel prossimo bilancio». Da tre anni il Coba ha avviato il recupero autonomo dei rifiuti prodotti nei lidi, ma il Comune ha posto un limite allo sgravio. «Abbiamo sempre sostenuto che questo limite era illegittimo», dice ancora Albani, «lo sgravio inoltre è troppo basso visto che tutti i costi della raccolta e dello smaltimento sono a carico dei balneari». E la sentenza del Consiglio di Stato ora da ragione a questa tesi quando dice che «alla tariffa è applicato un coefficiente di riduzione proporzionale alla quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di avere avviato al recupero mediante attestazione rilasciata dal soggetto che effettua l’attività di recupero dei rifiuti stessi». «Le buone pratiche non devono essere osteggiate dall’amministrazione», commentano Gianni Flagnani e Morgan Di Concetto, rispettivamente presidente e vice presidente del Coba «perché è grazie alla nostra autoraccolta che la città ha potuto ottenere il premio di comune riciclone per il 2017».
Mirella Lelli
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