Il consiglio ricorda Speca «Massimo ancora tra noi»

30 Luglio 2022

In aula anche la compagna e la madre del capogruppo del Pd morto a 40 anni Il sindaco e consiglieri di ogni colore ne ricordano la cultura e l’equilibrio

TERAMO. Fiori bianchi su un banco che resterà vuoto fino a fine consiliatura. Poi i ricordi, il dolore, le parole rotte dall'emozione. Infine l'abbraccio, singolo e collettivo, a due donne e mamme che si fanno forza l'un l'altra strette in una sofferenza tanto profonda quanto composta. Quello di ieri mattina è stato un consiglio comunale dedicato tutto a Massimo Speca, avvocato e consigliere del Pd scomparso a soli 40 anni una settimana fa in seguito a un malore.
L'assise si è riunita alle 9 e i punti all'ordine del giorno sono scivolati in coda, con una votazione priva di discussione come concordato fra tutti i consiglieri. In sala la compagna e la madre di Speca, Alessia e Teresa, mano nella mano a farsi forza. Con loro il violinista Andrea Castagna, amico di lungo corso del giovane avvocato. La seduta si è aperta, come consuetudine, con l'appello dei presenti: alla chiamata di Speca si è levato un applauso, lungo e forte, a voler sovrastare il silenzio di una risposta che non sarebbe arrivata. Il presidente del consiglio comunale Alberto Melarangelo, da remoto per motivi di salute, e il suo sostituto in presenza Piergiorgio Passerini hanno aperto i lavori scanditi dai ricordi personali, professionali e politici di consiglieri e assessori. «La scomparsa di Massimo rappresenta una mutilazione, politica e dialettica, per questo consiglio comunale: un riformista vero, un democratico convinto che ha rappresentato quella generazione di giovani teramani preparati che ha scelto di restare pur potendo andare altrove per dedicarsi alla sua città con l'impegno politico e civile: di lui non ci resterà un nostalgico ricordo, ma un esempio vivo», ha detto Melarangelo.
Gli interventi che si sono susseguiti, dai banchi della maggioranza a quelli dell'opposizione, hanno tratteggiato un profilo di Speca fatto di cultura giuridica e ironia, apertura al prossimo ed equilibrio, visione politica e rispetto per l'avversario. Il sindaco Gianguido D'Alberto ha ricordato come l'attuale Statuto comunale porti proprio la firma di Speca e «la prima stesura sarà rilegata, dedicata a lui e alla sua famiglia». «Massimo rappresenta un modello di una generazione che non si lascia scoraggiare, che decide di impegnarsi per la comunità mettendosi in gioco con preparazione ed entusiasmo. E il suo, di entusiasmo, era contagioso», ha proseguito il sindaco, con la voce spesso tradita dall'emozione.
La madre di Speca ha poi chiesto di intervenire per ringraziare il consiglio e la città tutta della vicinanza, donando, nonostante il dolore, parole di speranza e saggezza: «Io e mio figlio parlavamo di filosofia, condividendo il concetto di politica intesa come servizio per i cittadini. È vero che c'è una maggioranza e un'opposizione e che non ci si deve appiattire, ma bisogna collaborare perché dietro di voi ci sono i cittadini. Recuperate la dialettica, che è base per la costruzione», ha detto la signora Teresa.
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